Trasformare il saper fare delle imprese italiane in conoscenza condivisa, racconto e cultura. È il tema al centro di “Dal saper fare al far sapere”, il Seminario annuale di Museimpresa – Associazione Italiana Archivi e Musei d’Impresa, in programma dal 14 al 16 ottobre a Biella e nel territorio biellese, con incontri, momenti di confronto e visite a musei, archivi e luoghi della produzione.
L’appuntamento assume quest’anno un significato particolare: Museimpresa celebra nel 2026 i suoi primi 25 anni di attività. Nata a Milano nel 2001 per iniziativa di Assolombarda e Confindustria, l’Associazione ha costruito nel tempo una rete nazionale che riunisce musei e archivi di grandi, medie e piccole imprese, con l’obiettivo di conservare e valorizzare la memoria industriale italiana e, soprattutto, di trasformarla in uno strumento di conoscenza, formazione e innovazione.
Per tre giorni il territorio biellese, espressione di una delle più solide e riconoscibili culture manifatturiere italiane, diventerà luogo di incontro e confronto per la rete di Museimpresa. Un territorio in cui il patrimonio di conoscenze, competenze e capacità produttive costruito nel tempo continua a dialogare con l’innovazione e con le nuove sfide dell’impresa.
«Il saper fare è il tratto distintivo dell’industria italiana: nasce dall’intelligenza delle persone, dalla qualità del lavoro, dalla capacità di tenere insieme tradizione e innovazione. Ma oggi il saper fare deve diventare sempre più anche far sapere: racconto, condivisione, formazione. Nei 25 anni di Museimpresa abbiamo lavorato proprio in questa direzione, valorizzando musei e archivi d’impresa come luoghi vivi, capaci di trasformare la memoria in conoscenza e la conoscenza in uno strumento per costruire il futuro», afferma Antonio Calabrò, Presidente di Museimpresa.
Il Seminario prenderà il via mercoledì 14 ottobre al MeBo – Menabrea Botalla Museum, con le visite guidate al museo e agli stabilimenti di Birra Menabrea e Botalla Formaggi, un primo incontro con realtà produttive profondamente radicate ed espressioni di una forte identità locale.
La mattina di giovedì 15 ottobre si terrà il convegno, presso il FILA Brand Experience Center.
Ad aprire i lavori saranno Marta Benedetto, Vicepresidente Fondazione FILA; Antonio Calabrò, Presidente Museimpresa; Valentina Colombi, funzionaria archivista della Soprintendenza archivistica e bibliografica del Piemonte e della Valle d’Aosta; Sara Gentile, Vicesindaco e Assessore alla Cultura; Paolo Barberis Canonico, Presidente dell’Unione Industriale Biellese; e Alessandro Boggio Merlo, Presidente della Sezione Turismo e Cultura dell’Unione Industriale Biellese.
La mattinata sarà anche l’occasione per presentare “Il vocabolario della cultura d’impresa. Le parole di archivi e musei per raccontare il saper fare italiano”, il nuovo volume di Museimpresa pubblicato da Marsilio Arte, nato, in collaborazione con Scuola Holden, in occasione dei 25 anni dell’Associazione.
Un progetto corale che affida alle parole il compito di raccontare l’identità della cultura industriale del nostro Paese: un vocabolario costruito attraverso le voci scelte dai musei e dagli archivi d’impresa della rete Museimpresa per restituire, da prospettive diverse, il patrimonio di valori, competenze, materiali, prodotti, tecnologie, persone e visioni che rappresentano il saper fare italiano.
Proprio al rapporto tra parola, esperienza e conoscenza sarà dedicato l’intervento di Lucilla Giagnoni, attrice, sceneggiatrice e autrice, dal titolo “Tra il saper fare e il far sapere, la parola crea”: una riflessione sulla capacità delle parole di dare forma all’esperienza, generare e custodire significati e rendere trasmissibile il patrimonio di conoscenze costruito nel tempo.
La mattinata proseguirà con il Knowledge Sharing, il momento dedicato allo scambio di esperienze, progetti e buone pratiche tra gli associati Museimpresa.
Interverranno Annalisa Zanni per Fondazione FILA Museum, Felice Piacenza per Archivio Lanificio Piacenza, Lisa Giardino per MeBo – Menabrea Botalla Museum, Roberta Varoli per Archivio e Museo Maggia 1780, Fabrizio Gremmo per Archivio Storico Gruppo Sella, Matteo Ferrario per Fondazione Zegna ed Elisa Chiorino per Chiorino Heritage Center.
Una formula pensata per mettere direttamente in dialogo chi ogni giorno lavora alla conservazione, valorizzazione e comunicazione del patrimonio aziendale, favorendo la circolazione di competenze ed esperienze all’interno della rete e la condivisione di pratiche che possano diventare patrimonio comune.
Al termine del convegno è prevista la visita guidata al FILA Brand Experience Center.
Nel pomeriggio i partecipanti entreranno direttamente nei luoghi in cui la cultura d’impresa biellese si è formata e continua a evolvere. Il programma prevede percorsi paralleli con visite all’Archivio Storico Gruppo Sella e Fondazione Sella, con la mostra “Pietra”; al Lanificio Piacenza 1733, tra archivio e fabbrica; al Maglificio Maggia, con la visita all’archivio e allo stabilimento produttivo; e al Chiorino Heritage Center, tra museo e fabbrica.
La giornata si concluderà con la cena al Circolo Sociale di Biella.
Il Seminario proseguirà venerdì 16 ottobre con la visita a Casa Zegna e al Lanificio Ermenegildo Zegna, ulteriore occasione per conoscere da vicino una delle esperienze più significative del rapporto tra cultura d’impresa, patrimonio, territorio e comunità.
Nell’anno del suo 25° anniversario, Museimpresa ribadisce così una delle ragioni centrali della propria attività: creare occasioni di confronto e condivisione tra imprese, musei, archivi, istituzioni culturali e territori per valorizzare il patrimonio industriale non soltanto come memoria da conservare, ma come risorsa viva per interpretare il presente e progettare il futuro.
In questa prospettiva, il titolo “Dal saper fare al far sapere” sintetizza un percorso che attraversa anche le pagine del nuovo Vocabolario della cultura d’impresa: rendere accessibile e condivisibile quel patrimonio di competenze, creatività, ricerca, innovazione e cultura del lavoro che costituisce uno dei caratteri più riconoscibili del Made in Italy, perché possa continuare a generare conoscenza ed essere trasmesso alle nuove generazioni.























