Riceviamo e pubblichiamo:
"A margine dell’audizione tenutasi oggi presso il Consiglio Regionale del Piemonte, il SiNAPPe (Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria) punta i riflettori sulla drammatica situazione d'emergenza che stanno vivendo le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria negli istituti piemontesi.
Il SiNAPPe riconosce l'impegno profuso dal Governo, con l'assunzione di oltre 15.000 unità (tra agenti, ispettori e commissari), l'istituzione dei Gruppi Operativi d'Intervento per contrastare le continue aggressioni, la fornitura di equipaggiamenti fondamentali (guanti anti-taglio, divise antisommossa, maschere antincendio) e il riconoscimento di livello superiore per istituti complessi come Cuneo e Biella. Risultati e attenzione che hanno trovato il proprio motore trainante nella guida del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, l'unico che ha cercato concretamente di restituire lustro e dignità alla Polizia Penitenziaria.
Tuttavia, il Sindacato evidenzia come, a seguito delle dimissioni del sottosegretario Delmastro, si sia verificato un vero e proprio tracollo gestionale: la realtà degli istituti piemontesi è stata abbandonata a se stessa, senza più alcuna considerazione della reale situazione di fatto, a partire dalla politica delle assegnazioni di personale.
L'analisi condotta dal SiNAPPe svela numeri sconcertanti circa la gestione dei recenti scaglioni di personale:
* Primo Scaglione: A fronte di circa 1.200 unità a livello nazionale, al Piemonte sono state destinate appena 35 unità, sufficienti a stento a coprire il turnover di chi va in pensione o lascia il Corpo, distribuite su tre regioni (Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta).
* Secondo Scaglione: Delle 99 unità assegnate nell'area regionale, invece di rappresentare un reale incremento organico, dovranno paradossalmente servire a coprire l'apertura di nuovi padiglioni detentivi.
"Ci chiediamo dove sia la programmazione dell'Amministrazione Penitenziaria. Assegnare 99 unità a fronte di nuove aperture significa lasciare sguarniti gli istituti esistenti, costringendo i poliziotti a uno stress psicofisico devastante, a subire aggressioni quotidiane e a sostenere fino a 120 ore di straordinario mensili, con turni estenuanti da 12 a 18 ore e privazione del riposo" sottolinea il vicesegretario regionale SiNAPPe Matteo Ricucci.
Il SiNAPPe evidenzia la grave disparità di trattamento riservata alle strutture piemontesi:
* Biella: Istituto di primo livello superiore con 600 detenuti e soli 151 poliziotti operativi, privo dei due Comandanti e dei Direttori (in missione) e con gravi carenze di ispettori e sovrintendenti. A titolo comparativo, la struttura di Firenze gestisce 450 detenuti con ben 500 poliziotti.
* Sovraffollamento: Picchi drammatici a Vercelli (200% di sovraffollamento) e Ivrea (88%), con ulteriori depauperamenti di personale ad Aosta e Verbania (con 13 unità distaccate).
A fronte dell'assenza di risposte adeguate, il SiNAPPe scenderà in piazza a Biella il giorno 22 ottobre per una manifestazione di protesta fissa, volta a denunciare lo stato di abbandono del personale e la violazione dei diritti lavorativi. Sulla vicenda è intervenuto con fermezza il Segretario Nazionale SiNAPPe, Raffaele Tuttolomondo: "Dopo l'uscita di scena di Delmastro, non si è guardato più con realismo agli istituti piemontesi. Il rispetto dei diritti contrattuali e della dignità del personale di Polizia Penitenziaria non può essere negoziabile. Superare del doppio l'orario contrattuale di 36 ore settimanali non è solo una palese violazione delle norme operative ma mette a repentaglio la salute e la sicurezza degli operatori e l'intero ordine penitenziario. Saremo al fianco dei colleghi e chiediamo con forza all'Amministrazione Centrale un'inversione di rotta immediata sulle piante organiche e sulla distribuzione delle risorse".
Le richieste concrete avanzate al Consiglio e alla Giunta Regionale Piemonte:
* Patto per le Visite Specialistiche In Loco: impegno formale dell'Assessore alla Sanità per potenziare l'erogazione di visite mediche e specialistiche all'interno degli istituti penitenziari.
* Abbattimento Scorte e Traduzioni: ridurre drasticamente i piantonamenti e i trasferimenti verso le strutture sanitarie esterne per ottimizzare l'impiego del personale e prevenire il sovraffaticamento psicofisico della Polizia Penitenziaria".
























