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ATTUALITÀ | 02 ottobre 2026, 19:24

Polizia Penitenziaria, SiNAPPe: "Lavoratori esausti, pronti alla mobilitazione di piazza"

"Situazione critica nel provveditorato"

Polizia Penitenziaria, SiNAPPe: "Lavoratori esausti, pronti alla mobilitazione di piazza"

Polizia Penitenziaria, SiNAPPe: "Lavoratori esausti, pronti alla mobilitazione di piazza"

02 Ottobre 2026 – Si è tenuta in data odierna, presso il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, la riunione avente ad oggetto la distribuzione delle integrazioni del personale del secondo scaglione del 186° corso di Polizia Penitenziaria. Nel corso dell'incontro è emerso un quadro che desta profonda preoccupazione, con solo 99 unità assegnate a questo provveditorato: oltre al completamento e all'apertura delle nuove sezioni negli istituti di Novara e Cuneo, è stata annunciata, a sorpresa la breve la riapertura del carcere di Alba, per un aumento complessivo di circa 450 posti detentivi sul territorio. 

Di fronte a tale prospettiva, il SiNAPPe (Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria) ha espresso totale contrarietà e ferma denuncia per le condizioni drammatiche in cui versa il personale già in servizio. Il numerico assegnato all Provveditorato non riesce a soddisfare la carenza di alcun Istituto Penitenziario all'interno del distretto.

Negli istituti penitenziari del distretto, i poliziotti sono ormai allo stremo delle forze: Oltre 100 ore di straordinario mensili pro capite - Lunghi periodi trascorsi senza il godimento del riposo settimanale - Grandi difficoltà nella concessione dei Congedi Ordinari - Turni di servizio che superano regolarmente le 12 ore consecutive - Difficoltà enormi nella tutela della genitorialità e nelle vicissitudini personali e familiari del personale di Polizia Penitenziaria correlati al servizio - Esposizione disciplinare del personale che deve coprire più posti di servizio ove previsti i presidi fissi.

  • Casa Circondariale Di Brissogne (AO): La Segreteria SiNAPPe- L'istituto è quotidianamente teatro di eventi critici all'ordine del giorno, una spirale di tensione causata in larga misura dal continuo afflusso e trasferimento di detenuti problematici, inviati nella struttura valdostana a causa dei fallimenti gestionali ed emorragici di altri istituti. A farne le spese è il Personale, sottoposto a turni logoranti e costretto a rinunciare persino ai propri diritti soggettivi, trasformati ormai in un’utopia;
  • Casa Circondariale di Vercelli: A richiamare l’attenzione sulla realtà vercellese è il Segretario Provinciale del SiNAPPe di Vercelli, Mirko Barbato: «Vercelli è al collasso: il senso del dovere non può sostituire il personale che manca. Ogni carenza di organico ricade sulla salute, sul riposo e sulla vita familiare dei colleghi. La misura è colma. Siamo tutti pronti a scendere in piazza per pretendere rinforzi concreti e condizioni di lavoro sostenibili: la sicurezza di un carcere non può reggersi sull’esaurimento di chi ci lavora»;
  • Casa Circondariale di Biella : La Segreteria SiNAPPe- L’istituto biellese, con una capienza di circa 600 detenuti, non può continuare a funzionare con una pianta organica di circa 175 unità di Polizia Penitenziaria. La gestione di soggetti complessi provenienti da altre realtà si sommano a un quadro organico ridotto ai minimi termini, dove il Personale di Polizia Penitenziaria è costretto a coprire molteplici posti di servizio contemporaneamente, accumulando un monte ore di straordinario impressionante;
  • Casa Circondariale di Ivrea : La Segreteria SiNAPPe -  Alla Casa Circondariale di Ivrea la situazione è giunta a un punto di rottura epocale. Le croniche ed estenuanti carenze d'organico costringono gli agenti a sostenere turni estenuanti e accorpamenti di posti di servizio ai limiti della sicurezza personale. Il Personale opera in un contesto ad altissimo rischio, privo dei necessari margini di manovra e costretto a gestire una popolazione detentiva complessa a fronte di risorse umane visibilmente insufficienti e garanzie sui diritti minimi dei lavoratori del tutto azzerate.

A rincarare la dose sulla situazione specifica delle strutture del territorio è il Vice Segretario Regionale del SiNAPPe, Matteo Ricucci:"Le condizioni di lavoro all'interno di istituti come Brissogne, Biella, Asti, Ivrea, Vercelli, Sanremo e di tutte le altre realtà del Provveditorato sono diventate insostenibili. Non è più accettabile che la sicurezza e la tenuta dell'intero sistema penitenziario gravino esclusivamente sul sacrificio e sulla salute dei poliziotti. Pretendere di estendere i posti detentivi e aprire nuove sezioni senza un piano straordinario di assunzioni e di reale supporto organico significa condannare il personale al burn-out e mettere a repentaglio la sicurezza dei lavoratori_ ."   

Una posizione condivisa e amplificata a livello centrale dal Segretario Nazionale del SiNAPPe, Raffaele Tuttolomondo, che individua chiare responsabilità verticistiche:"È sotto gli occhi di tutti la totale disattenzione dell'Amministrazione Centrale nei confronti di questo Provveditorato. Si continuano a calare dall'alto scelte gestionali e ri-organizzative senza considerare l'impatto devastante che queste producono sulle donne e sugli uomini in divisa. Il SiNAPPe ha informato formalmente il Provveditore che tale situazione è inaccettabile "

A margine dell'incontro, la dirigenza del SiNAPPe ha ribadito che il limite della sopportazione è stato ampiamente superato. Il Sindacato si riserva fin d'ora di adire tutte le sedi e gli organi preposti a tutela del Personale ed è pronto ad avviare la mobilitazione, scendendo in piazza a manifestare per difendere la dignità, i diritti e la sicurezza della Polizia Penitenziaria.           

Ufficio Stampa SiNAPPe - Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria, s.z

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