CNA Biella interviene nel dibattito sulla riforma della Legge 443 del 1985, condividendo la posizione espressa, a livello nazionale, da CNA, Confartigianato e Casartigiani: dopo oltre quarant’anni è necessario aggiornare la normativa sull’artigianato, adeguandola alle profonde trasformazioni che hanno interessato imprese, mercati e processi produttivi.
Digitalizzazione, automazione, intelligenza artificiale, transizione ecologica e nuovi modelli organizzativi hanno modificato profondamente anche i mestieri tradizionali. Oggi molte imprese artigiane utilizzano tecnologie avanzate, investono in nuovi macchinari, partecipano a filiere articolate, esportano e necessitano di competenze sempre più specialistiche. In questo scenario diventa sempre più difficile definire l’impresa artigiana utilizzando esclusivamente parametri elaborati più di quarant’anni fa.
Una riflessione che, per CNA Biella, assume particolare rilevanza in un territorio nel quale artigianato, manifattura, servizi e competenze specialistiche rappresentano componenti importanti del tessuto economico.
«Le imprese artigiane di oggi non sono quelle del 1985, dichiara Andrea Valentini, Presidente di CNA Biella. Anche nel nostro territorio vediamo aziende capaci di unire il sapere artigiano a tecnologie, innovazione e nuove competenze. Imprese che investono, assumono, collaborano con altre realtà produttive e affrontano mercati sempre più complessi. Non possiamo chiedere loro di innovare e crescere e, allo stesso tempo, costruire regole che rischino di trasformare proprio questa crescita in un limite. Modernizzare la Legge quadro significa riconoscere come è cambiato il modo di fare impresa e creare le condizioni affinché le nostre aziende possano continuare a svilupparsi mantenendo la propria identità artigiana».
Per CNA Biella, infatti, la natura artigiana di un’impresa non può essere ricondotta esclusivamente alla sua dimensione. A caratterizzarla sono anche il ruolo dell’imprenditore, le competenze professionali, la centralità del lavoro, la qualità delle produzioni e dei servizi e quel patrimonio di conoscenze che rappresenta uno degli elementi distintivi dell’artigianato italiano.
La riforma assume ancora più importanza considerando le numerose sfide che le piccole e medie imprese stanno affrontando contemporaneamente: difficoltà nel reperimento di personale qualificato, ricambio generazionale, accesso al credito e crescente competizione internazionale.
In questo contesto, anche le risorse destinate al sistema dell’artigianato e delle PMI devono essere considerate strumenti strategici per sostenere investimenti, innovazione, occupazione e competitività, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni di imprenditori.
Ed è proprio guardando ai giovani che, secondo CNA Biella, diventa necessario superare una visione dell’artigianato ancora legata a modelli produttivi che non rappresentano più pienamente la realtà e l’evoluzione delle nostre imprese. La competitività non si costruisce mantenendo vincoli che rischiano di limitarne la crescita, la capacità di innovare e, soprattutto, l’ingresso di nuove generazioni nel mondo dell’impresa.
Riconoscere questa evoluzione significa creare le condizioni affinché un giovane possa scegliere di fare impresa, investire, assumere e crescere, senza che questo percorso comporti automaticamente la perdita della propria identità artigiana.
Il rischio, soprattutto in territori come il biellese, è che i giovani trovino sempre meno imprese nelle quali costruire il proprio futuro e sempre meno opportunità per trasformare competenze, idee e professionalità in nuove attività imprenditoriali. Una prospettiva particolarmente delicata in una fase in cui il ricambio generazionale rappresenta una delle sfide decisive per la tenuta e lo sviluppo del nostro sistema produttivo.
Rendere l’artigianato più attrattivo, moderno e competitivo significa quindi intervenire anche sulle regole che ne accompagnano lo sviluppo. Per CNA Biella, modernizzare la Legge 443 significa riconoscere la trasformazione già in atto nel tessuto produttivo e permettere alle imprese artigiane di crescere, innovare, competere e creare nuova occupazione, continuando a mantenere la propria identità artigiana.























