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ECONOMIA | 28 settembre 2026, 16:58

Confartigianato Piemonte: “La Legge Quadro va rivista”

Giorgio Felici replica a Confindustria: “L’artigianato è cambiato, le imprese sono cresciute e usano le nuove tecnologie”

Confartigianato Piemonte: “La Legge Quadro va rivista”

Confartigianato Piemonte: “La Legge Quadro va rivista”

“La Legge Quadro che disciplina l’artigianato è da rivedere, non solo alla luce dei parametri europei, ma perché è obsoleta: ha oltre quarant’anni ed in questi decenni per l’artigianato le cose sono molto cambiate. Si sono modificati i processi produttivi, c’è la necessità di gestire il ricambio generazionale e per rimanere competitivi gli artigiani sono chiamati a coniugare tradizione e innovazione, a guardare ai mercati esteri e ad usare le tecnologie di ultima generazione. Inoltre, contribuiscono a definire l’azienda artigiana anche l’apporto diretto del titolare al lavoro e la connessione territoriale ai paesi, città o piccoli centri di appartenenza. Se si considera un limite squisitamente dimensionale, si crea un danno a tutta una filiera che anche sotto il profilo dell’immagine trae un vantaggio importante a definirsi artigiana. Non si può punire una realtà artigiana che vuole crescere e che ha allargato il mercato. È una battaglia di buon senso e di dignità”.

Lo dichiara Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte replicando alle dichiarazioni dei vertici di Confindustria relativamente alla riforma della disciplina dell’artigianato.

“La visione di Confindustria - continua Felici - ci sembra miope e obsoleta in quanto legata ad un’idea dell’artigianato che non esiste più. Le nostre imprese si sono evolute, non ci sono più botteghe polverose paragonabili a quella di Mastro Geppetto, ma utilizzano la IA, sono digitalizzate, crescono dimensionalmente, pur mantenendo la loro peculiarità di artigiane”.

“Per questo vogliamo un ammodernamento della Legge Quadro, - conclude Felici - in grado di garantire la crescita delle imprese nel rispetto della loro natura artigiana. Non chiediamo che vengano introdotti interventi di distorsione tra imprese che operano sullo stesso mercato ma di considerare la dimensione d’impresa come una modalità coerente con l’artigianato di oggi. Inoltre, si tratta di interventi che non comportano né disparità di trattamento tra imprese né un aggravio di costi per il bilancio dello Stato. Infine, non pensiamo che con la revisioni della Legge quadro si determini il cosiddetto “dumping salariale” dovuto al passaggio delle imprese con 49 addetti al contratto nazionale del lavoro artigiano, in quanto il Ccnl dell’artigianato prevede tutele e welfare per i lavoratori”.


 

ufficio stampa Confartigianato Piemonte , red, bi

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