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Newsbiella Young | 21 settembre 2026, 13:00

Biella, la testimonianza: “Io, Elsa Rubino, vi racconto la tragedia di Crans-Montana”

L’incontro con gli studenti nella mattinata di venerdì scorso, 18 settembre.

Biella, la testimonianza: “Io, Elsa Rubino, vi racconto la tragedia di Crans-Montana”

Biella, la testimonianza: “Io, Elsa Rubino, vi racconto la tragedia di Crans-Montana”

Nella mattinata di venerdì 18 settembre, gli allievi di quattro classi dell’Itis hanno accolto nelle loro aule Elsa Rubino, la quindicenne biellese vittima della strage di Capodanno a Crans-Montana per ascoltare direttamente dalla sua voce il racconto di quei tragici momenti. 

La scelta delle classi non è stata casuale: la zia di Elsa, Francesca Donatelli, è infatti docente di Lettere in istituto e i suoi allievi, compresi i loro genitori, hanno vissuto con empatia e partecipazione tutte le vicende di Elsa da quel fatidico primo gennaio 2026 fino al suo rientro a casa il 27 giugno; era pertanto doveroso far loro conoscere di persona la ragazza per la quale avevano pregato, si erano preoccupati, avevano sperato fino all’ultimo che non smettesse di lottare. É stato commovente osservare come gli studenti, solitamente vivaci e frizzanti, fossero ammutoliti al racconto di una testimone diretta della tragedia. Tutti loro avevano stilato una serie di domande da sottoporle, ma pochi sono riusciti a parlare tanto si sono calati nell'evento evocato, un dramma che sarebbe potuto capitare a chiunque di loro.

E poi lei, Elsa, che ha raccontato con estrema lucidità e dovizia di particolari la tragedia vissuta, senza mai cedere all'emozione; dettagli agghiaccianti, tanto dell'incendio in discoteca quanto sui tentativi di salvarsi, l'aiuto prestato dai turisti e l'arrivo dei primi soccorsi quando, “una volta fuori, ogni ferito urlava, tutti chiedevano aiuto e i soccorritori non sapevano più su chi intervenire.” Un racconto che è poi proseguito illustrando il lungo periodo delle cure in ospedale ed il progressivo recupero; momenti difficili che tuttavia Elsa ha saputo presentare agli studenti con grande serenità ed un sorriso contagioso che non ha mai smesso di adornare il suo bellissimo viso; un viso illuminato da una straordinaria energia vitale, quella forza che ogni giorno permette ad Elsa di continuare a vivere con gioia e progettualità la propria vita “anche in nome – ha sottolineato la giovane – dei miei amici che da Crans-Montana non hanno avuto la fortuna di tornare. Ecco ragazzi – ha poi concluso Elsa prima di salutare gli studenti – fate come me: non spaventatevi davanti alle difficoltà della vita, ma affrontate tutto con un sorriso. Sorridete sempre, ai vostri genitori, ai vostri amici, godete delle piccole cose e non date mai nulla per scontato, perché quello che abbiamo oggi non è detto che ci sia ancora domani. E poi vivete, vivete per chi non può più vivere; ridete per chi non può più farlo. Vivete per loro, pensando a loro. É quello che io faccio ogni giorno, quando mi appresto ad affrontare la mia giornata: dedico un pensiero e un sorriso a Riccardo, Achille, Sofia e a tutti gli altri amici che a Crans-Montana non ce l'hanno fatta.”

Il ciclo di interventi tenuto da Elsa nelle classi fa parte di un progetto di Educazione civica dell'Itis denominato “La cura” ed è ricompreso in una Unità di apprendimento del biennio focalizzata sul mondo degli adolescenti; in tale contesto, molto spazio è dedicato alla sensibilizzazione degli studenti circa la necessità di “volersi bene”, così come di “voler bene” alle cose del mondo che li circonda.

“L'apporto di Elsa a questo progetto è stato fondamentale – afferma commosso il preside Tiziano Badà – perché la sua testimonianza è quella di un'adolescente che ha visto il mondo caderle addosso, ma che ha saputo rialzarsi con una forza di volontà straordinaria che è di esempio per tutti noi; so che gli studenti coinvolti nel progetto sono molto grati ad Elsa per aver voluto portare in classe la propria testimonianza e per ciò che, tramite il suo coraggio e la sua forza, ha insegnato loro. Da parte mia, non posso che ringraziare Elsa per la sua disponibilità, la sua tenacia e per le sue grandi doti comunicative; un sentito ringraziamento giunga anche ai suoi genitori e alla professoressa Francesca Donatelli, il cui impegno è stato determinante per la riuscita dell'iniziativa.”

c. s. Ufficio Comunicazione e Relazioni esterne Itis “Q. Sella” g. c.

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