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POLITICA | 13 aprile 2024, 06:50

Il sottosegretario Patrizio La Pietra oggi a Biella: "L'Italia deve tornare a essere protagonista in ogni campo"

“Siamo al fianco dei nostri agricoltori in questa battaglia decisiva contro la concorrenza sleale dei prodotti che arrivano da nazioni terze che non rispettano le stesse regole sanitarie, ambientali e sociali che i nostri agricoltori e pescatori sono vincolati a rispettare"

Il sottosegretario Patrizio La Pietra oggi a Biella: "L'Italia deve tornare a essere protagonista in ogni campo" foto Targatocn

Il sottosegretario Patrizio La Pietra oggi a Biella: "L'Italia deve tornare a essere protagonista in ogni campo" foto Targatocn

 

Dopo il Sottosegretario agli Interni Nicola Molteni e il Vice Ministro dell'Economia e delle finanze Maurizio Leo nella giornata di ieri, oggi sabato 13 aprile sarà a Biella il sottosegretario all’Agricoltura Patrizio La Pietra. Alle 17, presso la sede di Fratelli d’Italia (a Biella, in via Italia 13), il sottosegretario Andrea Delmastro e La Pietra terranno la conferenza stampa: “L’impegno del governo per la difesa del Made in Italy e il rafforzamento filiere agroalimentari”.

 

L'Italia, al centro dell'universo del vino, per una settimana, con celebrazioni ed eventi, dall'11 al 17 aprile con il centenario dell'Oiv, quindi i quattro giorni di Vinitaly a Verona. Quanto è importante, Sottosegretario, il settore vitivinicolo per il nostro Paese?

“Lo sviluppo dell’agricoltura e la valorizzazione delle nostre eccellenze agroalimentari, di cui il vino italiano è l’espressione migliore, sono la priorità del governo Meloni. Non è casuale, ma un atto dovuto che la celebrazione del mondo vinicolo avvenga proprio qui in Italia. Obiettivo del governo, del ministro Lollobrigida e mio, è far tornare ad essere protagonista l’Italia in ogni campo, mostrando a tutti come si possa tutelare l’ambiente, garantire i diritti dei lavoratori e ottenere una produzione eccellente. Il centenario dell’Oiv in Franciacorta è la ricorrenza giusta e il luogo appropriato per mettere a confronto le delegazioni di 30 delegazioni internazionali su temi fondamentali quali la ricerca e l’innovazione come strumenti di tutela della produzione e del territorio. La storia del vino connatura la nostra storia da millenni, ne rappresenta l’identità, come giustamente ricordato dal Presidente Giorgia Meloni. Vogliamo che il made in Italy sia in prima fila nel raggiungimento di livelli qualitativi sempre più alti, nei quali l’agricoltore reciti il ruolo di primo custode dell’ambiente. Il nostro intento, sul quale cerchiamo la massima condivisione a livello globale, anche in occasioni quali la riunione dell’Oiv o lo stesso Vinitaly, è quello di coniugare sostenibilità ambientale e sostenibilità economica. Una sfida ambiziosa alla quale non intendiamo sottrarci, ma esserne protagonisti”.

Il Senato ha approvato una legge che istituisce il “premio Massari”, un'onorificenza per pasticcieri, cuochi, gelatieri e non solo che riceveranno il titolo di "maestro dell'arte della cucina italiana". Vino, cucina...è corretto che si cerca di dare molto risalto in diversi modi ai prodotti e alla cucina italiana?

“L’approvazione della legge Maestro d'arte della cucina italiana è una gran notizia per tutti i cuochi, pasticceri ed artigiani del cibo, ambasciatori delle nostre tradizioni culinarie. Un riconoscimento che vogliamo dare a chi, come il Maestro pasticcere Iginio Massari, che dà il nome alla legge, rende onore alle eccellenze gastronomiche che rendono unica ed inimitabile l'Italia nel mondo. Il disegno di legge presentato dal ministro Lollobrigida prevede l'istituzione del premio di "Maestro dell'arte della cucina italiana", conferito ai cittadini italiani che si siano in maniera encomiabile distinti nel campo della gastronomia e, con la loro opera, abbiano esaltato il prestigio della cucina italiana, illustrando la Patria e contribuendo a valorizzare l'eccellenza nazionale. Un’iniziativa che nelle sue motivazioni rientra appieno nella valorizzazione in ogni sua espressione del nostro ineguagliabile made in Italy”.

Nei giorni scorsi ci sono state in Italia manifestazioni per chiedere lo “stop” dell'importazione “Invasione” di prodotti stranieri, cosa risponde a queste associazioni?

“Siamo al fianco dei nostri agricoltori in questa battaglia decisiva contro la concorrenza sleale dei prodotti che arrivano da nazioni terze che non rispettano le stesse regole sanitarie, ambientali e sociali che i nostri agricoltori e pescatori sono vincolati a rispettare. A Bruxelles per anni sono stati messi vincoli e divieti all’attività agricola in nome di un ambientalismo integralista che ha penalizzato duramente il comparto e non ha giovato alla tutela della natura. Di questi tanti, troppi, obblighi si è avvantaggiata solo la concorrenza extra europea, che ha importato in Europa alimenti coltivati senza nessuna restrizione in termini di rispetto dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori. Per queste ragioni l'Italia si sta facendo carico delle giuste istanze degli agricoltori e stiamo chiedendo alla Commissione europea di negoziare con maggiore incisività e determinazione gli accordi con i Paesi extra-Ue, stabilendo norme più stringenti, improntate su un concetto tanto semplice quanto valido per scongiurare la concorrenza sleale: in Italia e in Europa entrano solo merci prodotte con gli stessi parametri ai quali si attengono i nostri agricoltori”.

 

 

Nel settore agroalimentare serve forza lavoro. E gran parte viene da fuori dall'Italia, sono per lo più stranieri che lavorano nei campi. Come intendete regolare questo flusso, negli ultimi tempi si è parlato di un piano.

“E’ del tutto evidente che i flussi migratori vadano disciplinati e il fallimento delle porte aperte a tutti voluto dalla sinistra ne è la riprova. In Italia serve la manodopera straniera, ma va disciplinata attraverso strumenti quali il Decreto flussi. Per l’anno 2023 il Decreto flussi ha previsto l’ingresso di 82.705 lavoratori stranieri, rispetto ai 69.700 del decreto precedente, di cui 44.000 stagionali rispetto ai 42.000 del decreto precedente all’interno dei quali 22.000 per lavori agricoli stagionali, in capo alle organizzazioni di categoria. Numeri che smentiscono la propaganda dell’opposizione e che ribadiscono come da noi chi vuol lavorare sia ben accetto, perché contribuisce allo sviluppo dell’economia italiana, che è il nostro principale obiettivo. Bisogna disinnescare il corto circuito prodotto dalla disoccupazione agricola, a fronte di un enorme numero giornate pagate non può esserci la mancanza di manodopera. Quindi bisogna trovare dei meccanismi per incentivare il minor uso di questo strumento e aumentare l’occupazione”.


redazione

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