(Adnkronos) - "Oggi abbiamo presentato il progetto Catalyst, un'iniziativa sponsorizzata da Novartis per studiare come i centri di ricerca e i centri ospedalieri italiani possano organizzarsi al meglio per accogliere gli studi clinici e la ricerca. L'obiettivo è proporre soluzioni ai pazienti più velocemente, portare l'innovazione più rapidamente ai sistemi sanitari e, al tempo stesso, dare nuova speranza a chi ne ha bisogno". Lo ha detto Federico Mambretti, Country President Novartis Italia, intervenendo all’incontro 'Innovazione che cambia la vita' organizzato dalla farmaceutica a Milano per il suo 30esimo anniversario.
"L'innovazione che cambia la vita, per Novartis - spiega Mambretti - è un'innovazione che non viene soltanto scoperta, ma che arriva al paziente e ha un impatto reale nella sua vita, in quella della sua famiglia e nella comunità. Abbiamo una lunga storia in cui abbiamo portato soluzioni che hanno saputo cambiare il corso di alcune gravi patologie. Guardiamo a questa storia con orgoglio per prendere ispirazione e continuare a innovare, portando nuove soluzioni". "L'impegno di Novartis è far sì che l'innovazione, che viene scoperta con grande fatica e investimenti, possa arrivare in Italia in maniera omogenea in tutte le regioni, in tutti i territori e ovunque ci sia un paziente che ne ha bisogno - sottolinea -. Per questo abbiamo non soltanto la rete di ricerca, ma anche una rete dedicata alle partnership, alla collaborazione e alla creazione di conoscenza scientifica, che permetta a tutti gli interlocutori del sistema di capire dove si trovano i pazienti bisognosi e quando una terapia può essere adatta ai loro bisogni".
E nel solco delle collaborazioni, un ruolo importante è giocato dalla sinergia pubblico-privato. "La partnership pubblico-privato è fondamentale, perché soltanto lavorando insieme i sistemi complessi possono superare le barriere e permettere un accesso tempestivo. Nel contesto specifico italiano si guarda molto, per esempio, alle collaborazioni con le Regioni, con le Asl e con i singoli centri ospedalieri all'interno delle regioni stesse, in modo da strutturare percorsi per il paziente che permettano di individuare più rapidamente la combinazione tra una determinata patologia e la miglior terapia disponibile", conclude.
























