Ottocento milioni di euro nel triennio 2028-2030 per la manutenzione, il recupero e il mantenimento della funzionalità dei bacini idroelettrici. È quanto prevede una delle misure inserite nell’ambito della clausola di salvaguardia nazionale (NEC), con l’obiettivo di valorizzare una risorsa strategica per la sicurezza energetica del Paese, il rafforzamento della produzione nazionale e il percorso di decarbonizzazione. Lo precisa il Mase in una nota.
Le risorse saranno destinate agli interventi necessari a garantire la manutenzione, il recupero e il mantenimento della funzionalità dei bacini idroelettrici.
La misura prevede inoltre che la contrattualizzazione con il Gestore dei servizi energetici (GSE) riguardi esclusivamente una quota dell’energia elettrica prodotta dagli impianti idroelettrici i cui operatori abbiano scelto di avvalersi delle risorse stanziate per realizzare gli interventi e che risultino in esercizio alla data di entrata in vigore della disposizione. Il meccanismo, basato su contratti per differenza a due vie, consentirà agli operatori di recuperare i costi sostenuti e garantirà il trasferimento dei benefici ottenuti all’insieme dei clienti finali del sistema elettrico. Le modalità e i criteri saranno definiti dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA).
La misura punta a valorizzare una componente fondamentale del mix energetico nazionale, sostenendo la continuità della produzione idroelettrica e assicurando che i benefici degli interventi ricadano anche sui consumatori.























