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ATTUALITÀ | 13 ottobre 2026, 12:00

Biella, mensa scolastica. Il Comune chiarisce: “Criteri uguali per tutti e a tutela della sostenibilità del servizio”

Alcune precisazioni dall’amministrazione in merito alle polemiche circolate nei giorni scorsi.

Biella, mensa scolastica. Il Comune chiarisce: “Criteri uguali per tutti e a tutela della sostenibilità del servizio”

Biella, mensa scolastica. Il Comune chiarisce: “Criteri uguali per tutti e a tutela della sostenibilità del servizio”

In merito alle polemiche circolate in questi giorni sulla gestione del servizio di refezione scolastica, l’amministrazione comunale di Biella ritiene opportuno chiarire alcuni aspetti che sono stati rappresentati in modo non corrispondente alle procedure effettivamente adottate.

La mensa scolastica è un servizio pubblico che coinvolge ogni giorno migliaia di bambini e richiede un’organizzazione puntuale, criteri definiti e la collaborazione di tutti i soggetti interessati. L’obiettivo del Comune è garantirne il corretto funzionamento, tutelando le famiglie, assicurando l’accessibilità del servizio e preservandone la sostenibilità economica.

Partiamo da un fatto preciso: a nessuno è stato negato il pasto perché vegetariano o vegano. Anche per l’anno scolastico 2026/27 la dieta vegetariana è regolarmente prevista dal servizio mensa, così come quella vegana e le diete speciali richieste per motivi sanitari o religiosi, secondo le procedure stabilite.

È fondamentale non confondere due questioni diverse: non poter predisporre un menu personalizzato al di fuori dei criteri non significa negare il pasto, né discriminare qualcuno per le proprie scelte alimentari. In assenza di una richiesta conforme alle categorie previste, il centro di cottura non può elaborare una dieta differenziata su misura, mentre il pasto standard resta previsto sulla base delle presenze comunicate dalla scuola.

Per le diete speciali è inoltre indispensabile seguire le procedure organizzative in vigore, compresa la comunicazione quotidiana al centro di cottura da parte dell’insegnante interessato, così da consentire la corretta preparazione e consegna del numero di pasti richiesto. Si tratta di un passaggio operativo necessario per garantire un servizio puntuale e sicuro.

Un secondo tema riguarda la richiesta di collaborazione rivolta agli istituti scolastici per la gestione delle iscrizioni al servizio mensa.

Il Comune segue durante tutto l’anno le attività di monitoraggio e riscossione delle tariffe, ma deve organizzare un servizio che interessa 26 plessi scolastici e circa 2.300 bambini iscritti. È oggettivamente impossibile per gli uffici comunali intervenire quotidianamente e direttamente in ogni singola scuola.

Per questo è stata richiesta la collaborazione del personale scolastico nell’individuazione degli alunni che frequentano la mensa senza risultare regolarmente iscritti all’inizio dell’anno, così da informare tempestivamente le famiglie e invitarle ad organizzarsi per andare a prendere i propri figli a scuola all’ora di pranzo.

Non è stato chiesto agli insegnanti di riscuotere denaro, né di sostituirsi agli uffici comunali. La richiesta riguarda una collaborazione organizzativa circoscritta, necessaria per garantire la corretta gestione delle presenze e delle iscrizioni. Forme di verifica e collaborazione nella gestione del servizio mensa sono adottate anche in altri comuni del territorio, come ad esempio Vigliano Biellese e Tollegno.

Il Comune prevede inoltre agevolazioni tariffarie ed esenzioni totali, che sono 65 per l’anno scolastico in corso dalla scuola dell’Infanzia alla Secondaria di I Grado, per le situazioni di grave disagio sociale certificate, proprio per consentire alle famiglie in difficoltà di accedere alle misure previste.

Anche sul costo dei pasti è necessario fornire un’informazione corretta. La tariffa di 7 euro rappresenta il costo massimo, applicato alle utenze con ISEE superiore a 28.000 euro, a quelle che non hanno presentato la relativa dichiarazione o a quelle non residenti.

Il sistema tariffario comunale è progressivo e prevede quote ridotte in base alla situazione economica delle famiglie. Alla scuola primaria Villaggio, per esempio, soltanto 2 famiglie su 109 pagano la tariffa massima. La grande maggioranza beneficia quindi di importi inferiori, con una quota pari o inferiore a 4 euro a pasto.

È un dato che aiuta a comprendere come il servizio sia strutturato per tenere conto delle diverse condizioni economiche. Proprio per questo è importante che le iscrizioni siano regolari: soltanto attraverso una corretta gestione delle posizioni è possibile applicare le tariffe e le agevolazioni previste.

Trasformare una procedura amministrativa in un’accusa di discriminazione o addirittura di ritorsione è grave. Ancora più grave è presentare come negazione di un pasto ciò che riguarda, invece, una richiesta alimentare non conforme alle categorie previste. I criteri adottati non sono ritorsioni e il rispetto delle procedure non è discriminazione. Il Comune ha il dovere di applicarli, garantire il servizio e tutelare le risorse pubbliche. E ha anche il dovere di smentire con chiarezza le ricostruzioni che non corrispondono alla realtà.

c. s. Comune Biella g. c.

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