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CULTURA E SPETTACOLI | 02 ottobre 2026, 16:00

"Pietra. Il tempo scolpito": dodici artisti al lanificio Maurizio Sella FOTO e VIDEO

"Pietra. Il tempo scolpito": dodici artisti al lanificio Maurizio Sella

"Pietra. Il tempo scolpito": dodici artisti al lanificio Maurizio Sella

Aprirà al pubblico domani, sabato 3 ottobre, "PIETRA. Il tempo scolpito", la mostra presentata questa mattina al Lanificio Maurizio Sella di Biella, alla presenza delle curatrici, degli organizzatori e di diversi artisti. Prodotta dalla Fondazione Sella e curata da Dina Pierallini ed Elena Bermond des Ambrois di ArteAttiva, l’esposizione sarà visitabile fino al 29 novembre, a ingresso libero.

Dodici gli autori rappresentati: Giovanni Balderi, Nicolas Bertoux, Veronica Fonzo, Javier Marín, Aldo Mondino, Michelangelo Pistoletto, Lorenzo Puglisi, Raffaele Russo, Cynthia Sah, Filippo Tincolini, Kan Yasuda e Christian Zucconi. Le loro opere offrono una panoramica internazionale sulla scultura contemporanea in pietra e marmo, affiancata da una sezione storica dedicata agli scalpellini della Valle Cervo.

L’iniziativa prosegue il lavoro della Fondazione sulla storia del Lanificio e sui materiali che vi sono stati lavorati nei secoli. Durante la presentazione è stata ricordata la continuità produttiva del complesso, dalle antiche attività manifatturiere alle funzioni attuali: oggi gli edifici ospitano anche un centro di innovazione, conservando il legame con il lavoro che ne ha accompagnato le trasformazioni.

Il percorso comincia nel cortile, dove alcune sculture monumentali sono collocate fra le strutture dell’antico insediamento industriale, e prosegue nelle sale espositive e nella cappella di San Giobbe. La presenza delle installazioni all’aperto consente di incontrare l’arte anche negli spazi frequentati quotidianamente da chi lavora al Lanificio.

Le curatrici hanno raccontato come, già durante l’allestimento, le sculture abbiano suscitato curiosità: alcune persone si sono fermate a osservarle, altre le hanno fotografate. Una risposta che corrisponde all’intenzione di portare le opere nella vita del luogo, offrendo occasioni di osservazione anche a chi lo attraversa per ragioni diverse dalla visita alla mostra.

Il titolo richiama sia la storia della materia sia il tempo impiegato dagli artisti per darle forma. "La pietra non è solo materia. È un archivio di ere geologiche e di gesti umani", spiegano Pierallini e Bermond des Ambrois. Alla sua origine si aggiungono le tracce della lavorazione: intuizioni, tentativi, attese e scelte che precedono il risultato esposto. Dina Pierallini, cresciuta a contatto con il marmo, ha invitato il pubblico a soffermarsi sulle sculture, dedicando loro il tempo necessario per osservarle. Uno degli obiettivi dell’esposizione è far conoscere i procedimenti con cui nascono i lavori. Dall’idea al disegno, dal bozzetto alla realizzazione, le tecniche comprendono la lavorazione diretta con lo scalpello, l’impiego di modelli, le scansioni e le elaborazioni tridimensionali, fino all’utilizzo dei robot.

Fra gli esempi illustrati durante l’incontro, i bidoni scolpiti nel marmo giocano sulla distanza fra l’aspetto di un oggetto comune e la materia di cui è fatto. Altre figure utilizzano il linguaggio dei supereroi per rileggere le divinità antiche e il bisogno umano di proiettare nel mondo ansie, amore e passioni.

Le sculture in travertino ispirate alla cultura etrusca cercano invece un inserimento discreto nell’ambiente, quasi fossero pietre ritrovate e collocate nel cortile. La documentazione fotografica completa il racconto del lavoro, mostrando l’interno dei laboratori e rendendo accessibili al visitatore attività solitamente conosciute soprattutto dagli addetti ai lavori.

Nell’antica cappella di San Giobbe, la sezione storica ricostruisce il mestiere degli scalpellini della Valle Cervo, legato alle cave di sienite e alle competenze portate dai lavoratori biellesi in diversi Paesi fra Ottocento e Novecento. Fotografie, documenti e oggetti ne raccontano lo sviluppo e le vicende migratorie, riprendendo un tema al quale la Fondazione ha dedicato ricerche e raccolte documentarie. Questa parte della mostra è curata da Peppino Ortoleva con il contributo dello staff della Fondazione e della Casa Museo dell’Alta Valle del Cervo. Il percorso comprende materiali d’archivio, oggetti provenienti dalla Casa Museo e pezzi delle collezioni di Carlo Rapp e Alfonso Sella.

Pur con strumenti e ricerche differenti, dichiarano gli artisti, resta comune il lavoro sulla pietra, che richiede impegno fisico e capacità tecnica anche quando si ricorre alle macchine.

Centrale il tema dell’accessibilità, attraverso la collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi e l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Biella. Sono previste visite in lingua dei segni e attività sensoriali. Il programma collaterale coinvolge istituzioni, scuole e realtà del territorio. 

Il progetto è sostenuto da Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, attraverso il bando CulturHub, Fondazione CRT, con il bando Immagini e prospettive, Gruppo Sella, Fondazione Famiglia Piacenza e Avia.

È la settima esposizione del percorso di valorizzazione del Lanificio, dopo "Acqua e lavoro" del 2010, "L’altra macchina" del 2019, "Lana" del 2021, "Seta" del 2023, "Trame di vita" del 2024 e "Carta" del 2025.

"PIETRA. Il tempo scolpito" sarà visitabile in via Corradino Sella 10, il sabato e la domenica dalle 10 alle 18 e il martedì dalle 12.30 alle 14.30. 

G. Ch.

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