Due arresti, venticinque denunce a piede libero e 413 persone identificate. È questo il bilancio tracciato dalle forze dell'ordine a seguito della manifestazione non preavvisata che sabato 24 ottobre ha attraversato le vie di Torino.
I servizi preventivi e le operazioni sul campo, condotti in stretta sinergia dal personale della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e dell'Arma dei Carabinieri, si sono concentrati sui partecipanti per arginare i momenti di maggiore tensione e procedere ai riconoscimenti.
I fermi e le accuse ipotizzate
Tra le centinaia di persone controllate, 38 sono state accompagnate presso gli uffici della questura per ulteriori accertamenti. I disordini si sono tradotti nell'arresto di due manifestanti, accusati rispettivamente di resistenza a pubblico ufficiale e resistenza aggravata.
L'azione di controllo ha portato inoltre alla denuncia di 25 individui. I reati contestati a vario titolo spaziano dall'istigazione a delinquere all'inosservanza dei provvedimenti dell'autorità, comprendendo anche il travisamento e la resistenza a pubblico ufficiale. Trattandosi di un procedimento penale attualmente nella fase delle indagini preliminari, per tutti gli indagati vige la presunzione di non colpevolezza fino a un'eventuale sentenza definitiva.
Il contenimento verso l'esterno della città
I provvedimenti sono scattati nel contesto della complessa mobilitazione intitolata "Torino è contro il riarmo", promossa dal centro sociale Askatasuna. Come noto, l'evento ha visto la partecipazione di circa 4000 manifestanti.
Durante il pomeriggio, il gruppo ha cercato a più riprese di forzare gli sbarramenti nel tentativo di riguadagnare l'accesso al cuore della città. L'avanzata è stata tuttavia contenuta dall'azione mirata dei reparti schierati, che sono riusciti a respingere e indirizzare la folla verso le aree esterne al centro cittadino.
























