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COSTUME E SOCIETÀ | 08 ottobre 2026, 06:50

Niente app di incontri o cellulari, arriva Slow Date in Montagna: quando il trekking diventa un’occasione per conoscersi

Zaino in spalla e telefono in tasca, in alta quota si cercano nuove amicizie o l’anima gemella: è il progetto della guida biellese Sara Massarotto.

Niente app di incontri o cellulari, arriva Slow Date in Montagna: quando il trekking diventa un’occasione per conoscersi

Niente app di incontri o cellulari, arriva Slow Date in Montagna: quando il trekking diventa un’occasione per conoscersi

La montagna come luogo per ritrovare il contatto con la natura ma anche con le persone e sé stessi. È questa l’idea alla base di “Slow Date in Montagna”, il progetto nato per coniugare la passione per il trekking con la possibilità di conoscere nuove persone, stringere amicizie e, perché no, incontrare anche l’anima gemella.

A realizzare un simile progetto Sara Massarotto, biellese di 31 anni, guida naturalistica da circa un anno, da tempo impegnata nella promozione del turismo lento e nella valorizzazione del territorio. Nel suo percorso professionale ha collaborato, infatti, nel Cammino di Oropa, sviluppando una particolare attenzione verso quelle esperienze capaci di far vivere il territorio con ritmi più sostenibili e consapevoli. “L’iniziativa parte da una riflessione sempre più attuale – sottolinea - In una quotidianità sfrenata e dominata dalla velocità, dagli impegni e dalle relazioni spesso consumate attraverso uno schermo, cresce il bisogno di recuperare i rapporti più profondi. Da qui la scelta di portare le persone all’aria aperta, lontano dalla dimensione digitale e dentro quella della natura”.

Il progetto è partito lo scorso settembre, con una giornata speciale all’Alpe Moncerchio, e proseguirà con appuntamenti dedicati per tutto il 2026. L'obiettivo non è semplicemente organizzare escursioni ma creare occasioni nelle quali persone con interessi comuni possano conoscersi e trascorrere del tempo insieme, condividendo lo stesso interesse per l’alta quota. “Siamo sempre più disconnessi dalla natura e, in qualche modo, anche da noi stessi - spiega Massarotto - Le interazioni quotidiane rischiano di diventare superficiali. Per questo, c’è l’intenzione di favorire la nascita di connessioni più autentiche. La montagna diventa così uno spazio nel quale rallentare, parlare, camminare e conoscersi senza la mediazione continua della tecnologia. L’esperienza non è pensata esclusivamente per chi cerca una relazione sentimentale: a partecipare possono essere anche persone interessate semplicemente a trovare nuovi compagni di escursione o a entrare in contatto con altri appassionati”.

Uno degli aspetti caratteristici di questo evento è proprio la volontà di mettere da parte, almeno per diverse ore, il cellulare. “Osservare il paesaggio, conversare e condividere un’esperienza – evidenzia la guida biellese - diventano opportunità per tornare a una dimensione più ‘offline’, riscoprendo il piacere di stare insieme”. Il calendario seguirà il ritmo delle stagioni: ottobre sarà dedicato al foliage, con appuntamenti nell’area dell’Oasi Zegna a partire da questo weekend mentre a novembre l’attenzione si sposterà nella Valle Elvo, tra castagneti e paesaggi autunnali, con tappe che coinvolgeranno anche i borghi di Sordevolo e Bagneri. A dicembre, invece, spazio alle ciaspolate nelle Alpi biellesi, per continuare a vivere la montagna anche durante la stagione invernale.

La prima giornata ha già raccolto una buona partecipazione, confermando la percezione di un bisogno concreto: ritagliarsi, cioè, del tempo per stare insieme, condividere passioni e costruire rapporti che vadano oltre le interazioni veloci della vita quotidiana. “Siamo presi dagli impegni di tutti i giorni – è il ragionamento di Massarotto – e spesso manca il tempo per creare rapporti profondi. La gente sta cercando queste occasioni. È proprio questo il senso dello ‘Slow Date’: non soltanto una passeggiata in montagna e nemmeno un appuntamento sentimentale tradizionale ma un modo diverso di incontrarsi. Con lo zaino in spalla, il telefono in tasca e la natura intorno, lasciando che siano il cammino e le conversazioni a fare il resto”.

g. c.

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