(Adnkronos) - Niente soldi ostentati, niente cliché del genere, ma solo una storia di vita vera. Fino a poco tempo fa era un perfetto sconosciuto nel panorama musicale italiano, eppure oggi il web non parla d'altro. Con il suo primo singolo omonimo, Battista ha presentato un progetto musicale che, cantato interamente in dialetto, in soli 10 giorni è diventato un fenomeno virale. Il brano, poco più di due minuti e mezzo, ha già macinato numeri importanti: 246mila visualizzazioni su YouTube, 101mila like su Instagram e oltre 100mila stream su Spotify. Sui social si fa chiamare Battista81030, sfoggiando con orgoglio il cap di Castel Volturno, la sua terra d'origine.
Il brano impone di fermarsi per essere ascoltato. Si tratta di un pezzo rap atipico, privo della classica base hip-hop: ad accompagnare un testo denso e profondo ci sono zampogne e ciaramelle, che culminano in un cambio di voce finale capace di sorprendere e agganciare l'ascoltatore. Il testo è un racconto crudo e intimo che ripercorre l’incontro tra i genitori del protagonista e un medico che suggeriva loro di optare per l'aborto. Loro, però, scelsero di portare avanti la gravidanza, e da quella scelta nasce la barra che suona come un vero e proprio manifesto programmatico: "E nun solo fra’ so’ nato san’ ma song’ ‘o cchiù forte’ e ‘tte quant’ ‘e ‘sta scena". Insomma, Battista è arrivato ed è pronto a scuotere le fondamenta del rap italiano.
Sui social il brano ha generato un vero e proprio tributo da parte di colleghi e addetti ai lavori. Tra i commenti spiccano i nomi di pesi massimi del rap e dello spettacolo: da Marracash a Frankie hi-nrg mc, passando per Diodato, Serena Brancale, Roy Paci, Salvatore Esposito, Matilda De Angelis e La Nina (con cui condivide il produttore, Matteo Parisi). Ad applaudire il fenomeno anche Roberto Saviano, che su Instagram ha incoronato l'artista: "È nato un poeta hip hop. La sua è una preghiera ribelle". Ma chi c’è dietro questo progetto così criptico? A tirare la fila c'è la famiglia Parisi. Lui è Andrea Parisi, mentre alla produzione c'è il fratello Matteo Parisi. Un sodalizio, quello tra i due, che non nasce oggi: in passato i fratelli avevano già intrapreso un percorso musicale insieme, formando il duo dei Laxxard rappando in inglese. Oggi la formula è cambiata e chissà cos'altro hanno in serbo per la musica italiana i due fratelli di Castel Volturno.























