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COSTUME E SOCIETÀ | 31 dicembre 2016, 15:00

Amedeo Ferragatta, il priore agricoltore della Festa dei Giovani di Cavaglià FOTOGALLERY

Il viaggio di Newsbiella tra i giovani impegnati nei comuni biellesi si ferma in un luogo in cui la storia sembra non avere fine. Nel 2017 si terrà l'edizione numero 499 della Festa dei Giovani e, come sempre, il ruolo del priore toccherà ad un nuovo volto. Anche se Amedeo, 29 anni, conosce bene ciò che l'aspetta

Foto Claudia Photo & Shop

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Correva l'anno 1518. Il duca Carlo III di Savoia approva lo Statuto della Festa dei Giovani di Cavaglià. Ad occuparsene "una società od abbazia de giovani". E a capo del gruppo "era un così detto abate", oggi detto priore. Arrivati nel 2017, la Festa è viva e continua a stupire non solo il paese ma anche chi, nel corso di una serata estiva, decide di trascorrere alcune ore in compagnia di amici tra cibo, bevande e musica. Dall'11 al 21 agosto sarà nuovamente tempo di festeggiare, per la 499.a volta, con un priore inedito come da tradizione. Toccherà ad Amedeo Ferragatta, 29enne residente a Cavaglià, prendere le redini della festa e traghettarla verso l'ambito traguardo delle 500 candeline. 

Lui, agricoltore a Viverone, ha fatto una scelta ben precisa. Cioè quella di partecipare alle attività e di farlo in grande stile. "La festa ha radici antiche - spiega a Newsbiella - abbiamo cercato di conservare la tradizione con ricevimenti e cerimonie ma, allo stesso tempo, di adattare la celebrazione ai nostri tempi con orchestre e band che si alterneranno sul palco per tutto il periodo oltre alla presenza dello stand gastronomico che offrirà ogni sera specialità alla griglia e serate a tema". 

Amedeo vive a Cavaglià: "Sono dieci anni che partecipo, ho iniziato come volontario semplice servendo ai tavoli e ora ci tengo molto alla riuscita. Il mio compito è di supervisionare il lavoro, che parte già da ottobre dell'anno precedente, fino a contattare chi verrà a suonare, seguire la burocrazia e aiutare tutto il contesto". Il comitato è composto da una trentina di ragazzi più altri trenta collaboratori e venticinque persone che si alternano tra il pomeriggio e la sera per preparare e cucinare. 

Tante cose da fare che però non preoccupano il priore: "Ho deciso di farlo perchè mi piace l'atmosfera della festa, viene tanta gente da fuori, anche dal Vercellese, che ci consente di far conoscere il paese e ciò che facciamo con passione. Inoltre si può imparare a gestire un'attività così imponente. Chissà che non serva anche per il futuro".

La storia della Festa dei Giovani lo ha sempre affascinato: "In particolare quando c’è stata la mostra storica in cui si è ritrovata la prima delibera del 1518, quella originale dei Regi Archivi di Torino. Poi ho notato anche gli ex priori degli anni sessanta o settanta che rimangono affezionati e continuano ad aiutarci". Per il 2017 il lavoro procede spedito. Alla fine di giugno sarà pronto il "Sonetto", cioè il libretto informativo con appuntamenti e orari. A luglio si distribuirà casa per casa. Poi l'atto finale previsto al Polivalente di via San Giovanni Bosco con giostre e un bar in piazza Palatucci. 

Amedeo vede in Cavaglià qualcosa di positivo: "Rispetto ad altre realtà è un bel paese - afferma - siamo molto uniti anche grazie a questa festa. Perchè esserci? Si incontrano un sacco di ragazzi giovani e si fa festa in modo sano e tranquillo".

l.l.

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