(Adnkronos) - I contratti pirata costano sino a 12.000 euro a ciascun lavoratore italiano: è quanto emerge da una ricerca di Confitesa, realizzata in occasione della Consulta federale. "In Italia un lavoratore può guadagnare fino a 12.000 euro in meno all’anno — a parità di mansione, orario e settore — solo perché il suo datore di lavoro applica un contratto collettivo che paga meno. Non un contratto illegale: un contratto regolarmente depositato al Cnel. Solo che taglia retribuzione base, mensilità aggiuntive, welfare, previdenza complementare. Il risparmio è dell’impresa. Il costo è del lavoratore", commenta Francesco Prudenzano segretario generale Confitesa." Il sistema attuale protegge chi è già dentro e penalizza i lavoratori: permette contratti al ribasso senza filtri, non certifica la qualità, non misura i contenuti", aggiunge.
Secondo Confitesa al Cnel sono depositati oltre 1.000 contratti collettivi, dei quali solo 150 sono effettivamente applicati. "I restanti esistono su carta e hanno un’unica funzione: offrire al datore di lavoro un’alternativa per pagare di meno. Chiunque può depositare un ccnl - senza iscritti, senza storia, senza verifica di contenuto. È un sistema senza filtri all’ingresso, e il prezzo lo pagano i lavoratori".























