(Adnkronos) - "Dove sono? Chi sei?". Sono queste le prime parole pronunciate da Christa
Pike al suo risveglio nel letto dell'ospedale di
Nashville
dove è ricoverata dalla scorsa settimana, quando è sopravvissuta a due
iniezioni letali. La donna, 50 anni, era infatti stata condannata a morte in Tennessee per l'omicidio di una ex compagna di classe, Colleen Slemmer, nel 1995, quando di anni ne aveva 18.
Stando a quanto riferito dai suoi legale, Pike è ora in grado di parlare ma è ancora confusa, arrabbiata e non le è ancora chiaro cosa le sia successo quel 30 settembre, subito dopo la doppia iniezione letale fallita. Addirittura, gli avvocati hanno precisato alla Bbc che la donna ha anche ripreso a camminare. Il legale Stephen Ferrell ha dichiarato di non aver parlato direttamente con la 50enne, ma di aver appreso che si muoveva per la prima volta nella sua stanza d'ospedale, pur essendo ancora "confusa".
"Martedì sera mi è stato detto che le sue condizioni erano abbastanza buone", ha aggiunto Ferrell alla BBC. "Fisicamente presenta diversi problemi, ha le braccia molto ferite e non riesce a usarle molto. Ma oggi si è alzata e ha camminato per la prima volta, solo per la stanza e non per molto tempo."
Cosa succederà ora a Christa Pike non è ancora dato saperlo. Il suo caso si trova ora in un territorio inesplorato, poiché si ritiene che sia la prima persona ad essere sopravvissuta a un tentativo di esecuzione tramite iniezione letale. Un "disastro", come è stata definita dalla madre di Slemmer, che era tra coloro che premevano per la condanna a morte di Pike.
























