Nel Biellese la mappa dei redditi parte da Pollone. Con 31.776 euro per contribuente, il Comune conquista il primo posto nella provincia e precede Biella di oltre 4.200 euro. Il capoluogo, però, domina quando si passa dalla media alla quantità complessiva di reddito dichiarato: nei suoi confini si concentrano quasi 928 milioni di euro, più del triplo rispetto a Cossato.
Sono le due facce della stessa fotografia fiscale. La media permette di confrontare Comuni di dimensioni differenti, mentre l’ammontare complessivo mostra dove si concentra la maggiore base reddituale. In tutta la provincia si contano 134.169 contribuenti e poco più di 3,43 miliardi di euro di reddito complessivo, per una media di 25.577 euro.
L’elaborazione, realizzata da FlexTax, utilizza gli open data del Ministero dell’Economia e delle Finanze relativi all’anno d’imposta 2024. Il valore medio è stato calcolato dividendo il reddito complessivo dichiarato per il numero totale dei contribuenti di ciascun territorio.
Pollone guida la graduatoria, ma attenzione ai piccoli Comuni
Dopo Pollone compare Gifflenga, con 28.762 euro per contribuente. Seguono Verrone a 28.209 euro, Valdengo a 27.802, Muzzano a 27.590 e Biella a 27.534 euro. Completano la parte alta della graduatoria Sostegno con 27.430 euro, Lessona con 26.708, Piatto con 26.543 e Occhieppo Superiore con 26.429 euro.
La classifica deve però essere letta insieme al numero dei contribuenti. Gifflenga ne conta appena 77, Muzzano 459 e Piatto 388. In centri così piccoli, poche dichiarazioni particolarmente elevate possono modificare sensibilmente la media. Pollone dispone di una base più ampia, pari a 1.586 contribuenti, mentre Biella ne conta 33.693.
Limitando l’osservazione ai Comuni con almeno mille contribuenti, Pollone conserva il primo posto. Seguono Valdengo, Biella, Lessona, Occhieppo Superiore, Quaregna Cerreto con 26.403 euro, Ronco Biellese con 26.196 e Sandigliano con 26.157 euro. Viverone raggiunge 26.043 euro e Ponderano 25.794.
Il risultato di Pollone resta quindi significativo anche escludendo i centri più piccoli. La sua media supera quella provinciale di circa 6.200 euro, pari a oltre il 24%. Biella si colloca invece quasi 1.958 euro sopra il dato del territorio provinciale.
Il peso del capoluogo e dei centri maggiori
La distribuzione cambia se la domanda non è più "dove si dichiara di più in media?", ma "dove si concentra il reddito?". Biella, con 927,7 milioni di euro, rappresenta da sola oltre un quarto dell’ammontare provinciale. Cossato è seconda con 277,8 milioni, seguita da Valdilana con 199,9 milioni.
Vigliano Biellese raggiunge 153,6 milioni di euro e Candelo 148,8 milioni. Seguono Gaglianico con 76,3 milioni, Occhieppo Inferiore con quasi 75 milioni e Ponderano con 73,4 milioni. Si tratta dei centri nei quali il numero di contribuenti rende più consistente la massa complessiva dei redditi, anche quando la media individuale non occupa le primissime posizioni.
Tra i Comuni con almeno 5.000 contribuenti, Biella è nettamente prima anche per valore medio. Valdilana si attesta a 25.432 euro, Candelo a 25.277, Vigliano Biellese a 25.092 e Cossato a 25.015 euro. Tutti questi centri si trovano vicini alla media provinciale, ma rimangono sotto il dato del capoluogo.
Imprenditori e autonomi in cima alle medie
Per capire chi dichiara gli importi più elevati bisogna passare dai Comuni alle fonti del reddito. Nel Biellese il valore medio più alto appartiene ai redditi spettanti agli imprenditori in contabilità ordinaria: 77.961 euro su 165 occorrenze. Il numero molto limitato impone prudenza, ma il dato supera quello del lavoro autonomo, che raggiunge una media di 67.677 euro su 1.255 occorrenze.
I redditi d’impresa in contabilità semplificata presentano una media di 28.292 euro, davanti al lavoro dipendente e assimilato, pari a 25.292 euro. Le pensioni si attestano a 22.565 euro, mentre i redditi da partecipazione arrivano a 18.851 euro.
In termini di ammontare complessivo, il lavoro dipendente resta la componente principale: quasi 1,68 miliardi di euro distribuiti su 66.609 occorrenze. Molto rilevante è anche il peso delle pensioni, che superano 1,28 miliardi di euro su 56.863 occorrenze. La distanza tra le due frequenze è relativamente contenuta e restituisce un elemento importante della composizione reddituale provinciale, senza però consentire da sola conclusioni sulla struttura demografica.
Le differenze tra le categorie ricordano anche che, per chi esercita un’attività, reddito fiscale e ricavi non coincidono necessariamente. Nel Regime Forfettario, per esempio, il reddito imponibile viene determinato applicando ai ricavi un coefficiente di redditività collegato al Codice ATECO.
Le frequenze delle fonti non corrispondono sempre a persone diverse e non possono essere sommate: uno stesso contribuente può dichiarare più tipologie di reddito. Dire che imprenditori ordinari e autonomi presentano le medie più alte non significa quindi che tutti i contribuenti più facoltosi della provincia appartengano a queste categorie.
Biella terza tra le province piemontesi
Nel confronto regionale, Biella conquista il terzo posto tra le province del Piemonte. Torino guida con 27.553 euro per contribuente, seguita da Novara con 27.391. Biella arriva a 25.577 euro e precede di poco Alessandria, ferma a 25.559 euro, Cuneo a 25.543 e Vercelli a 25.415 euro.
Più distanti risultano Asti, con 24.758 euro, e il Verbano-Cusio-Ossola, con 23.600 euro. Il terzo posto di Biella non deve però trarre in inganno: la media piemontese è pari a 26.624 euro, quindi superiore al dato provinciale di 1.047 euro, quasi il 4%. Il valore regionale viene spinto verso l’alto soprattutto dal peso demografico e reddituale della provincia di Torino.
Il confronto nazionale restituisce una posizione diversa. La provincia di Biella supera la media italiana, pari a 25.127 euro, di circa 450 euro per contribuente, con un vantaggio dell’1,8%. Rimane invece distante dalla Lombardia, la regione con la media più alta nel dataset: 29.421 euro, ossia 3.844 euro in più rispetto al Biellese.
Una geografia che non coincide con una misura della ricchezza
I redditi dichiarati non representano l’intera ricchezza delle famiglie. Non misurano il valore degli immobili, i risparmi accumulati o gli altri patrimoni e non comprendono eventuali redditi non dichiarati. Inoltre, la media è calcolata sui contribuenti e non sull’intera popolazione residente.
I dati non consentono neppure di attribuire automaticamente le differenze comunali al comparto tessile, ai servizi, alle pensioni o alla presenza di professionisti. Per individuare le cause servirebbero informazioni aggiuntive sui settori produttivi, sull’occupazione e sull’età dei contribuenti.
La fotografia resta comunque nitida. Pollone è il Comune con il reddito medio più alto, Biella è il centro che concentra la maggiore massa reddituale e gli imprenditori in contabilità ordinaria presentano la media più elevata tra le principali fonti analizzate. Tre risultati diversi che, messi insieme, descrivono meglio chi dichiara di più e dove vive nel Biellese.
L'infografica riassuntiva
Fonte: Flextax.it elaborazione sui dati del Dipartimento delle Finanze, Ministero dell’Economia e delle Finanze, "Open data comunale – principali variabili IRPEF", anno d’imposta 2024.
























