Il parco del Brich di Zumaglia è di nuovo aperto al pubblico. L’area era rimasta a lungo interdetta per il pericolo di caduta degli alberi. Ad annunciarne la riapertura è Renato Gibba, a nome degli Amici del Brich, il gruppo di cittadini che ha guidato la mobilitazione per denunciarne lo stato di abbandono e ottenerne la manutenzione.
“Oggi, nel 2026, vediamo finalmente coronato l’impegno di questi anni. L’Unione Montana si è attivata insieme ai Comuni di Ronco Biellese e Zumaglia e, dopo i grandi lavori attuati con il bando regionale da 200mila euro, è stata affidata la manutenzione ordinaria del verde, che ha già dato i suoi primi frutti”, dichiara Gibba.
Nel descrivere le condizioni attuali dell’area, aggiunge: “Il parco è aperto, la strada ciottolata che lo percorre e che porta alla cima è interamente agibile e pulita, così come alcuni sentieri e strade secondarie. Dopo i doverosi interventi di disboscamento e pulizia, si possono godere scorci panoramici bellissimi”.
Per arrivare a questo risultato sono serviti anni di segnalazioni, incontri e appelli, mentre il deterioramento del verde rendeva sempre più difficile frequentare un luogo legato alle passeggiate, alle feste e alle iniziative culturali di generazioni di biellesi. Gibba ripercorre le ragioni che avevano spinto i cittadini a intervenire: “L’attenzione al destino del Brich, che attualmente è di proprietà dell’Unione Montana La Bürsch, parte a settembre del 2023, quando un piccolo gruppo di cittadini ha cominciato a domandarsi perché l’area stava degradandosi piano piano, fino alla chiusura al pubblico attraverso due ordinanze per la pericolosità di caduta degli alberi. Chi ha visto e fotografato il parco in quel periodo ricorda quanti alberi sono caduti, senza che nessuno potesse intervenire”. Nelle parole di Gibba, la soddisfazione per quanto realizzato si unisce al ricordo delle oltre 4.300 firme raccolte per i Luoghi del Cuore del FAI.
Grazie ai circa 200mila euro del bando regionale è stato possibile intervenire sul bosco e sui percorsi, con lavori conclusi il 30 marzo 2026. Per assicurare la pulizia delle strade interne e la cura dei prati e della vegetazione, l’Unione Montana ha incaricato la ditta Riccardo Giavina Cospettin fino al 2029, destinando al servizio 63.936 euro complessivi, pari a 15.984 euro l’anno.
Per la gestione futura della riserva, gli Amici del Brich continuano a chiedere un intervento regionale: “Sappiamo che manca l’ultimo tassello di questo lungo percorso, l’approvazione da parte della Regione Piemonte della proposta di legge a prima firma Davide Zappalà, che permetterebbe alla riserva di rientrare nell’Ente Parco regionale e darebbe una speranza di ulteriore valorizzazione”. Ora l’invito è a tornare lassù, "per passeggiare nel verde e godersi un paesaggio impagabile".
Rimane la preoccupazione per il futuro degli immobili e per le risorse necessarie al loro recupero: “Discorso a parte per gli edifici, a partire dal castello. L’impegno per salvarlo richiede la capacità di partecipare a bandi per la salvaguardia e valorizzazione di questo tipo di struttura che, insieme alla Cascina Alè, potrebbe essere un motore turistico per questa terra. Non sfugge la perplessità sulla capacità e volontà di un’azione in questo senso”. Ma per quanti ne hanno denunciato a lungo l’abbandono, poter tornare a frequentare la collina è al momento il risultato più atteso.