Il Brich di Zumaglia torna ufficialmente nella disponibilità dell’Unione Montana Valle Cervo La Bursch. Nei giorni scorsi l’ente ha dato esecuzione al provvedimento che sancisce la fine della convenzione con i precedenti gestori, mettendo così la parola fine a una vicenda che per lungo tempo ha rappresentato un ostacolo alla valorizzazione dell’area. Negli ultimi anni la situazione rendeva impossibile intervenire in modo efficace: i lavori di manutenzione non potevano essere avviati o completati con la necessaria continuità. Nel frattempo, il parco era destinato all’incuria e le strutture avvolte dalla vegetazione, alimentando l’intervento di cittadini e associazioni.
La svolta arriva ora, mentre sono in fase di conclusione gli interventi di manutenzione straordinaria avviati nei mesi scorsi per rimettere ordine nell’area verde, grazie ai fondi regionali e dell’Unione Montana: “Nei giorni scorsi abbiamo dato seguito all’esecutività del provvedimento con cui l’Unione Montana riprende in carico l’intero bene – dichiara il presidente Davide Crovella - La convenzione con i precedenti gestori è stata sciolta sulla base delle motivazioni previste dal contratto e abbiamo proceduto con gli adempimenti necessari, compreso il cambio delle serrature degli immobili. La controparte era stata invitata ma non si è presentata. Da quel momento il Brich è tornato nella piena disponibilità dell’Unione Montana e possiamo procedere con il nostro iter”.
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“Questa gestione purtroppo non è andata come tutti speravamo. Il primo passo era riprendere in carico il bene e chiudere questa fase. Ora si apre una nuova pagina, ma resta il tema della gestione futura - ricorda Crovella - La maggior parte dei lavori è stata eseguita e l’impresa sta ultimando le ultime lavorazioni. Abbiamo sfruttato il periodo invernale, quando la vegetazione è ferma, per intervenire in modo più efficace e prepararci alla stagione primaverile”.
Se gli interventi straordinari sono ormai in fase di chiusura, resta aperta la questione della manutenzione ordinaria del parco. Per questo l’Unione Montana ha predisposto una convenzione con i Comuni interessati, prevedendo un contributo complessivo di circa 20 mila euro: “Abbiamo stipulato una convenzione con i Comuni di Ronco Biellese e Zumaglia affinché contribuiscano alle spese di manutenzione minima del parco”.
I costi saranno così suddivisi: 5mila euro dall’Unione Montana, 5mila euro dal Comune di Ronco e 10mila euro, non appena firmerà la convenzione, dal Comune di Zumaglia. “Una quota annuale che potrà sostenere parte dei lavori, ma si tratta di una condizione temporanea, che non sarà sufficiente nel lungo termine” sottolinea Crovella.
Sul futuro del Brich resta centrale la prospettiva di un possibile inserimento nel sistema dell’Ente di gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore, ipotesi sostenuta dalla Regione Piemonte, nonostante le tempistiche e le attuali condizioni siano piuttosto incerte: “In una prima fase si parlava della presa in carico dell’intera area, compresi gli immobili. Ora invece sembra che l’Ente Parchi possa occuparsi principalmente della gestione del parco. Occorrerà quindi attendere una risposta dalla Regione in merito agli edifici”.
Il ritorno del Brich alla gestione pubblica rappresenta quindi un passaggio importante, ma non risolve tutte le questioni aperte: “L’Unione Montana non dispone di grandi entrate e non può sostenere da sola una gestione complessa come questa. Il problema della manutenzione e della gestione resta e dovrà essere affrontato con il coinvolgimento di altri enti” conclude il presidente.
Il termine della vicenda amministrativa rappresenta un successo per tutto il Biellese ma, fra le associazioni e le istituzioni coinvolte, emerge l’incertezza sul futuro del Brich. Se da un lato l’operosità dei cittadini aveva smosso una situazione destinata a ad essere archiviata come un grande fallimento territoriale, dall’altro l’incertezza futura emerge dalle parole degli stessi enti coinvolti, oltre alle associazioni che da tempo si sono battute per preservarne i valori, Amici del Brich in primis.
Ora la palla passa alla Regione, mentre il territorio attende con ansia di poter scorgere il lieto fine a una storia che ci auguriamo volga all’epilogo.
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