All'inizio di giugno, all'età di 93 anni, si è spento Giuseppe Sacchi, per tutti "Peppo", nato a Como nel 1932 e considerato padre e inventore della televisione privata in Italia. Pioniere dell'emittenza televisiva, il suo nome è legato alla nascita delle prime esperienze di televisione via cavo, che hanno segnato una svolta nella storia della comunicazione italiana.
Tra coloro che lo hanno conosciuto e ne hanno condiviso un tratto del percorso professionale c'è il fotografo freelance e fotocronista di Biella Roberto Marchisotti, che lo ricorda con affetto e stima. "Io e l'amico Peppo, come amava farsi chiamare, ci siamo conosciuti ai tempi della prima televisione via cavo con il televisore installato in galleria. Avendo il mio studio fotografico a pochi passi da lì, rimasi subito affascinato da questo regista, che pur non essendo biellese seppe diventare una figura importante anche per la nostra città", racconta Marchisotti.
Tra i ricordi più vivi c'è la vicenda della disattivazione del segnale televisivo in via Pajetta, una delle tante battaglie affrontate da Sacchi per difendere il diritto a un'informazione libera. "Il giudice Giuliano Grizi, persona di grande carattere e integrità, prese a cuore la sua causa", ricorda il fotografo.
Per anni Marchisotti e Sacchi si ritrovarono fianco a fianco durante i principali avvenimenti cittadini: il primo con la macchina fotografica per documentare i fatti sui giornali, il secondo con la telecamera per raccontarli in televisione: "Ci siamo sempre rispettati professionalmente - continua Marchisotti -. Spesso anche le forze dell'ordine cercavano di ostacolare il nostro lavoro, ma noi eravamo determinati a portare a casa il servizio. Un altra persona un po' come noi era il giornalista Pietro Minoli".
Erano anni molto diversi da quelli di oggi, continua il fotografo. "Tra il 1969 e la fine degli anni Ottanta esistevano regole che rendevano difficile perfino avvicinarsi ai politici. Fare il nostro mestiere richiedeva coraggio, determinazione e tanta passione. Oggi basta un selfie, ma allora era tutta un'altra storia".
Il pensiero finale di Marchisotti nei confronti di Sacchi è dedicato anche alla moglie, la giornalista televisiva Ivana Ramella, sempre al suo fianco nel lavoro.
Il saluto conclusivo è semplice ma carico di significato: "Ciao Peppo. Sono stato il fotocronista che ti ha immortalato più di tutti, spesso anche di nascosto. Le fotografie che oggi pubblico raccontano una parte della nostra storia. Grazie per quello che hai lasciato al giornalismo e alla televisione italiana".