COSTUME E SOCIETÀ - 23 maggio 2026, 06:50

“Lasciavo tutto e partivo”: Marchisotti ricorda l'alluvione in Valle Cervo nel 2002 FOTO

Strade distrutte, fango ovunque, abitazioni danneggiate, famiglie messe in ginocchio finirono nei suoi reportage fotografici

Nel corso della sua carriera ha documentato tantissimi eventi di vario genere, ma anche tragedie naturali e grandi emergenze, sempre con la macchina fotografica al collo e la volontà di raccontare ciò che accadeva senza filtri. Il fotografo biellese Roberto Marchisotti ricorda così alcuni dei momenti più intensi della sua attività da fotocronista.

"Nel 1976 sono andato in Friuli per il terremoto, mentre nel 2002 ho raccolto attraverso l'obiettivo le immagini dell’alluvione della Valle Cervo – racconta Marchisotti –. Sono sempre stato pronto a intervenire sul posto, anche rischiando in prima persona, ma la professione di fotocronista era nel mio sangue. Se ne avevo la possibilità lasciavo tutto e partivo".

Nel caso dell’alluvione che colpì il Biellese nel 2002, il fotografo si trovava a pochi chilometri da casa. "Qui ero nei miei paraggi. Come sempre sono partito attrezzato, con gli stivali e la mia inseparabile macchina fotografica, scattando senza sosta". Nessun paragone con l'alluvione del `68, quando il Biellese pianse 58 vittime, ma anche nei giorni tra il 4 e il 6 giugno del 2002 segnò profondamente il territorio. La zona da Campiglia a Piedicavallo era raggiungibile solo dalla Panoramica Zegna, a San Paolo blocchi di sienite distrussero le strade. I volontari del Soccorso Alpino salirono a piedi per prestare soccorso. 

E attraverso le sue immagini Marchisotti documentò la devastazione della zona, ciò che restava dopo il disastro. Strade distrutte, fango ovunque, abitazioni danneggiate, famiglie messe in ginocchio finirono nei suoi reportage fotografici, diventando testimonianza diretta di una delle emergenze più difficili vissute dal territorio. 

"Molti non mi conoscono perché ho sempre svolto il mio lavoro in sordina", conclude il fotografo biellese, che negli anni ha continuato a raccontare eventi e drammi con discrezione, lasciando parlare soprattutto le immagini.

s.zo.