Di mese in mese il tema dell'acqua pubblica ritorna sulle nostre pagine, in un articolo datato 28 giugno avevamo riportato il nuovo regolamento della Regione piemonte sulle concessioni a partire dal gennaio 2014. Oggi il consigliere Pd Wilmer Ronzani fa sapere che il suo partito non è d'accordo con il regolamento.
La questione girerebbe intorno all'aumento delle quote che per il gruppo di minoranza non sono adeguate e lontane dalla "media di quelle Regioni alle quali, spesso e volentieri facciamo riferimento, ma che in questo caso ci si è ben guardati dal prendere in considerazione".
Per il Pd un'aumento più sostanzioso, era possibile visto che il mercato della acque minerali in Piemonte ha registrano un aumento tra il 6.5 e il 7%. Un ritocco al rialzo avrebbe consentito ai "comuni interessati – che versano in una crisi finanziaria drammatica – di avere un qualche beneficio in più: consentendo loro, magari, di non far ricorso ad addizionali per raggiungere il pareggio di bilancio".
Inoltre il partito democratico mette in discussione l'uso del misuratore in entrata che entrerà in obbligo alla fine del 2014 e che non serve a quantificare le quote di concessione poiché calcolate sui litri effettivamente imbottigliati.
Sulla riduzione del canone in misura comunque non superiore al 70%, a seguito della sottoscrizione di un protocollo d'intesa con la Regione avente ad oggetto l’innalzamento o la difesa dei livelli occupazionali, che rappresentava forse l'aspetto più interessante del nuovo regolamento, in Pd non si è espresso.




