Il Biellese dovrà imparare a trattenere l’acqua quando precipita, per evitare di ritrovarsi a corto durante le emergenze e nei mesi di siccità. Secondo il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, occorre collegare le dighe esistenti, aumentare la capacità di accumulo e realizzare nuovi invasi e vasche di raccolta.
Pichetto ne ha parlato durante la visita di ieri alla base operativa dei Vigili del Fuoco a Viera, frazione di Coggiola, nei pressi del fronte in fiamme. Il propagarsi dell’incendio in Valsessera è frutto di uno scenario ampio, segnato dalle alte temperature, carenza d'acqua e fenomeni estremi sempre più frequenti, venti e complicazioni meteo: "Non eravamo abituati a vedere grandi incendi d’estate, nei mesi di luglio e agosto. È una cartina tornasole, un indicatore del clima in mutamento. Dobbiamo pensare di attrezzarci per fenomeni sempre più violenti".
Prepararsi significa fare i conti con due estremi opposti: lunghi periodi senza piogge e precipitazioni abbondanti concentrate in poche ore: "Questo significa più siccità in alcuni periodi, ma anche più acqua in altri, peraltro in modo imprevedibile".
Quando, dopo mesi di siccità, la pioggia arriva tutta insieme, il terreno arido può non riuscire ad assorbirla. L’acqua scorre via, le criticità aumentano e ciò che non viene raccolto finisce per alimentare un circolo vizioso che non intende arrestarsi: "Ciò che prima avveniva ogni cento anni oggi si verifica molto più spesso", sottolinea il ministro, mentre osserva i Canadair che da oltre dieci giorni lanciano 'bombe d'acqua' su un incendio che non si riesce a domare.
Da questo punto di vista, il Biellese può contare su una situazione favorevole: "È sempre stato riconosciuto come una terra abbastanza ricca di risorse idriche. Ha la fortuna di avere tre dighe che forniscono molti comuni. L’Ingagna, in particolare, è stata in qualche modo la salvezza di gran parte del territorio".
La presenza dei bacini, però, non basta se questi non fanno parte di un sistema in grado di distribuire l’acqua dove e quando serve: "Dobbiamo organizzarci collegando le dighe e creando le condizioni migliori per raccoglierla, incrementare le infrastrutture e collocare vasche di raccolta nei punti a maggior rischio perchè - ricorda il ministro - le situazioni emergenziali rappresenteranno la nuova normalità".
Una questione spinosa per la Valsessera, che da anni combatte il fantasma della diga che incombe sul paesaggio. Pichetto non è entrato nel merito della singola opera ma, in altre aree d'Italia, dove la richiesta energetica spinge all'installazione di pale eoliche risponde: "Vogliono l'energia e preservare la skyline, ideali incompatibili con le richieste energetiche..."
Anche alla base operativa, forse sospinti dal senso di impotenza, a fronte di giorni trascorsi ad arginare le fiamme, non sono in pochi a condividere l'idea di una più ampia diffusione di riserve stabili sul territorio.
"Al di là delle singole valutazioni, grandi dighe o piccoli bacini, vanno individuate delle soluzioni alternative, perchè - continua il ministro - oggi non basta più: è necessario raccogliere gli eccessi d'acqua e renderla disponibile quando manca. La crisi idrica coinvolge l’intero equilibrio economico e sociale dell’area. Ne risentono i consumi delle famiglie e delle imprese, oltre all’irrigazione per l’agricoltura a valle".
Meglio accettare la presenza di nuove infrastrutture o lasciare il territorio senza riserve sufficienti per superare gli stress idrici, sostenere le attività produttive e intervenire durante gli incendi? "Avere una disponibilità immediata è significativo: poter intervenire il primo giorno anziché il terzo o il quarto può fare la differenza" conclude Pichetto.
L’Italia dovrà contrastare le cause della crisi climatica e, al tempo stesso, prepararsi a sostenerne gli effetti, ormai visibili e gravosi. Quando l’incendio in Valsessera sarà spento, il problema non si sarà del tutto esaurito: l'acqua si riverserà al suolo in poco tempo e, probabilmente, non saremo ancora in grado di raccoglierla adeguatamente per conservarla e utilizzarla durante il prossimo periodo siccitoso. In un modo o nell’altro bisognerà agire, prima che "l'emergenza attuale - per citare il ministro - diventi la prossima normalità".





