Oggi è un grande giorno di speranza per Elsa Rubino, la quindicenne di Biella rimasta gravemente ferita nell''incendio del locale "Constellation" a Crans-Montana nella notte di Capodanno 2026: dopo 58 giorni di ricovero al CTO di Torino, dove è arrivata il 26 febbraio scorso, verrà trasferita al Regina Margherita. Uno spostamento propedeutico al suo ritorno a casa.
Il racconto dei genitori
Visibilmente commossi i genitori Isabella e Lorenzo. "La cosa più importante - ha detto il papà - è ringraziare chi ha permesso a nostra figlia di attraversare i peggiori momenti: è stato un percorso difficile, che non avremmo mai potuto superare senza medici, infermieri ed oss. Questa mattina Elsa piangeva perché oggi per noi è come lasciare una famiglia: si va verso un'altra destinazione, con molto fiducia".
"Vogliamo ringraziare - ha aggiunto la mamma Isabella - chi ci è stato vicino in questo momento: hanno pianto e riso con noi, come hanno fatto tutti gli altri pazienti. Elsa nel complesso sta bene: ha voglia di normalità, di vedere i nonni e gli amici". La 15enne in questi mesi ha continuato il suo percorso al Liceo Linguistico, assistendo da fine marzo alle lezioni in dad.
"Pensavo fosse un sogno"
La prima volta che ha rivisto i genitori dopo l'incendio, come ricorda la madre, non poteva parlare perché intubata: per comunicare usava un pannello con sopra delle lettere, che lei indicava con un dito per comunicare. Su Crans-Montana Elsa, al suo risveglio, ha raccontato ai genitori "pensavo di aver fatto un sogno". I genitori non gli hanno raccontato immediatamente della tragedia, date le sue condizioni di salute.
A ripercorrere il percorso sanitario di Elsa è stato Livio Tranchida, Direttore Generale della Città della Salute. La giovane biellese è arrivata al CTO il 26 febbraio: da oggi sarà trasferita al Regina Margherita, dove si fermerà un paio di settimane.
58 giorni di ricovero
"In questo ospedale - ha detto - sono passati per Elsa 58 lunghi giorni. Ogni tappa è stata importante e parte di un percorso che va avanti. Quando si parla di eccellenza della sanità, la prima cosa che bisogna pensare è l'umanizzazione: il mio ringraziamento va ai sanitari del CTO, che hanno preservato e salvaguardato la sua dignità".
"Elsa accompagnata in una traversata del deserto"
All'indomani della tragedia il papà Lorenzo ha avuto contatti frequenti con l'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, che oggi racconta: "Nei colloqui con Lorenzo e Isabella li ho voluti rassicurare sull'altissimo livello del CTO, anche dal punto di vista umano".
"Voglio ringraziare - ha aggiunto - i professionisti che hanno accompagnato Elsa in questa traversata del deserto: è stato un percorso all'inizio in salita. Oggi è un giorno che ci permette di mettere un punto sul futuro di questa ragazza".
"Da quando è arrivata - ha detto il dottore Massimo Navissano, Direttore del centro Grandi Ustionati - abbiamo dovuto affrontare complicanze drammatiche: la forza di un centro come il nostro è di avere equipe multidisciplinari con psicologi, dietisti e nefrologi. Elsa - ha proseguito - ha superato la fase acuta rischio vita: per questo viene trasferita al Regina Margherita per un passaggio intermedio più dolce, per poi andare a casa".
"Vissuto con lei il dramma"
"Abbiamo vissuto con lei - ha aggiunto la dottoressa Daniela Risso - in prima persona il dramma".
"È un percorso molto difficile, che continua, ma il brutto è passato", ha concluso il Direttore Sanitario del CTO Lorenzo Angelone.







