POLITICA - 31 marzo 2026, 16:17

Bufera politica su Biella, Amedeo Paraggio all'audizione a Palazzo Oropa: “Io resto qui a testa alta”

L'assessore è quindi entrato nel merito della vicenda ribadendo la propria estraneità ai fatti: “Ho piena fiducia nell'operato della magistratura "

Bufera politica su Biella, Amedeo Paraggio all'audizione a Palazzo Oropa: “Io resto qui a testa alta”

Bufera politica su Biella, Amedeo Paraggio all'audizione a Palazzo Oropa: “Io resto qui a testa alta”

“Io resto qui a testa alta”, queste le parole dell'assessore al Bilancio del Comune di Biella Amedeo Paraggio in consiglio comunale a Biella nel pomeriggio di oggi martedì 31 marzo in merito alla bufera politica che ha investito nei giorni scorsi Biella e che ha comportato all'interno della stessa amministrazione le dimissioni dell'assessore Cristiano Franceschini.

“In questi giorni si sono susseguite molte notizie e commenti che hanno mescolato fatti, supposizioni e interpretazioni”, ha esordito così l'assessore Paraggio che ha quindi sottolineato il valore della propria professione. “La mia attività e il mio ruolo istituzionale sono sempre stati distinti. L'attività professionale che ho svolto in qualità di commercialista è sempre stata improntata al rigoroso rispetto della normativa vigente e ai principi deontologici della professione. Il mio studio fornisce servizi a una pluralità di clienti senza alcuna interferenza nelle scelte gestionali o nelle condotte operative degli stessi, che restano esclusivamente a capo degli organi societari. Ricordo che la mia attività professionale è regolata da obblighi stringenti di riservatezza. Non solo non è opportuno, ma non è neppure consentito entrare nel merito di rapporti con i miei diversi clienti. Ogni diversa pretesa rappresenta una forzatura che io non posso accettare. In ogni caso, con riferimento alla società oggetto di audizione, preciso la mera coincidenza della sede legale, così come il mio studio è sede legale di tante altre società, fatto che non implica alcun coinvolgimento diretto o indiretto nelle attività della società stessa, né tantomeno nelle eventuali vicende giudiziarie che possano riguardare l'amministrazione”. 

L'assessore è quindi entrato nel merito della vicenda ribadendo la propria estraneità ai fatti: “Ho piena fiducia nell'operato della magistratura e nella conduzione che ogni aspetto sarà chiarito nelle sedi competenti. Non c'è mai stata alcuna intenzione di ottenere vantaggi personali o di agire in modo scorretto e, pertanto, mi sono trovato ad affrontare, con sorpresa, gli sviluppi successivi e le conseguenze, sia professionali che personali”. 

Nel suo discorso ha quindi respinto qualsiasi associazione della sua persona a comportamenti illeciti di stampo mafioso: “Respingo in modo netto e categorico qualsiasi tentativo di associare la mia persona, la mia attività professionale o il mio ruolo pubblico a contesti di illegalità o ad altre affatto fenomeni di natura mafiosa. È il livello più basso a cui può scendere chi non ha argomenti e sceglie di sostituirli con il sospetto. Chi evoca la mafia, deve assumersi fino in fondo la responsabilità delle proprie parole, perché la mafia non è uno slogan da agitare quando si è a corto di argomenti. È una realtà drammatica che merita rispetto, verità e rigore. Usarla in questo modo è indegno”. E ha quindi proseguito: “Non ho nulla da temere dalla magistratura e dal controllo. Vi chiedo guardandomi negli occhi: avete le prove? Portatele. Io resto qui, a testa alta, con i fatti. Questa amministrazione è trasparente. È controllata, ed è pulita. E continuerà ad esserlo, senza farsi intimorire da chi confonde la politica con la diffamazione”.

s.zo.

SU