Riceviamo e pubblichiamo:
"Gentile Direttore, con questa lettera vorrei fare chiarezza sul rimpasto di giunta avvenuto a Ronco Biellese in questi giorni. Chiarezza che mi sembra dovuta verso chi, nel giugno2024, mi ha votata e, in generale, verso tutti i ronchesi, come ogni buon amministratore pubblico dovrebbe fare.
Il 30 gennaio scorso ho rassegnato le mie dimissioni dalla carica di vice sindaca e, pochi giorni dopo, ho formalizzato anche quelle da consigliera comunale. La mia scelta è dovuta alla rottura del rapporto di fiducia, personale e istituzionale, che avevo con il sindaco Celestino Lanza. Rottura che è avvenuta con la sconfessione plateale di un anno e mezzo di lavoro non soltanto mio e dell’assessore Marco Zanone, ma anche dei consiglieri di maggioranza, in occasione dell’incontro con il comitato pro nido tenutosi il 29 gennaio.
In questa occasione ho presentato una relazione tecnica dettagliata sull’impossibilità di mantenere il servizio di micronido a causa dei costi troppo elevati per le finanze di un comune così piccolo come quello di Ronco Biellese. Nonostante mesi di infruttuosi tentativi di coinvolgimento dei Comuni vicini e la ricerca di altre entrate, una struttura per soli 15 bambini richiede una capacità economica che, da solo, Ronco non può mettere in campo. Non è stato un lavoro semplice, così come non è stato facile dover ammettere che il nostro paese avrebbe dovuto chiudere il micronido. Eravamo consapevoli che questa scelta non sarebbe piaciuta ai ronchesi ma, pur con tutta la buona volontà, a comandare sono i costi. Il sindaco Lanza ha seguito da vicino tutto questo processo e condivideva la consapevolezza dell’ineluttabilità di questa scelta. Eppure, di fronte a un’assemblea come quella del 29 gennaio, non ha avuto il coraggio di ribadire i motivi della chiusura, accettando invece la tesi che fosse possibile rivedere tutta la questione. Davanti a una decisione esattamente contraria a quanto era emerso dal lungo lavoro di approfondimento, ho perso qualunque fiducia nel Sindaco e ho ritenuto di non poter più continuare a impegnarmi come vicesindaca.
Prima di congedarmi, vorrei però mettere in luce alcuni elementi che i miei concittadini meritano di conoscere.
Quando ci siamo insediati come nuovi amministratori, nessuno di noi conosceva l’esatta situazione di bilancio del comune di Ronco Biellese, nemmeno coloro che avevano fatto parte del governo antecedente al nostro, guidato dalla sindaca Carla Moglia. E questo perché la gestione del Comune, invece di essere trasparente e democratica, era invece monocratica e fumosa. Per quanto mi riguarda, se avessi saputo fin da quando mi venne chiesto di candidarmi, che Ronco si trovava al centro di una “tempesta perfetta” creata a fini elettorali, avrei riflettuto molto più a lungo sull’opportunità di entrare a far parte della lista “Ronco Domani” e di proporre il programma che la caratterizzava. Mi spiego meglio: il problema del nido, visto che era noto da tempo che la Fondazione Asilo non avrebbe potuto proseguire la sua attività per conclusione dei termini statutari, avrebbe dovuto essere affrontato molto prima. Ma questo avrebbe portato a valutare i dati di gestione e ad ammettere che non c’erano altre vie se non la chiusura. E ciò non avrebbe giovato alla lista che l’ex sindaca stava costruendo. Ameno che, si noti bene, il nuovo sindaco, la giunta e i consiglieri le avessero lasciato carta bianca nel gestire il bilancio (e quindi la politica dell’ente) con gli stessi criteri, che definire discutibili è dir poco, applicati fino a quel momento. Sto forse dicendo che l’intento dell’ex sindaca Moglia era quello di usare Celestino Lanza e la giunta come burattini, continuando a governare pur non avendo ricevuto alcun mandato elettorale? A dimostrarlo non sono io, ma i comportamenti reiterati da Moglia nei giorni successivi alla nostra elezione e nei mesi seguenti durante i quali pretendeva di accedere normalmente alla posta elettronica del Comune, esaminare i documenti sulle scrivanie dei dipendenti, partecipare alle riunioni e agli incontri con soggetti esterni necessari alla conduzione del Comune, pretendere un “incarico ufficiale” di consulenza, indicare i passi da attuare senza alcuna spiegazione sul loro merito o sulla loro opportunità. Capita l’antifona, né io né l’assessore Zanone abbiamo accettato questi comportamenti che, se non erano illegittimi, erano quantomeno inopportuni.
Nel frattempo abbiamo iniziato a incontrare delle irregolarità nei bilanci del Comune. Ne elenco alcune, tutte documentate, per fornire degli esempi. A luglio 2024 abbiamo completato una procedura di mobilità avviata dall’ amministrazione precedente assumendo una ragioniera per l’incarico di gestione della contabilità comunale; peccato che chi ci aveva appena lasciato il posto non avesse nemmeno previsto a bilancio la cifra necessaria a pagarle lo stipendio. A proposito di stipendi, dal 2022 al 2024 ai dipendenti del Comune non sono stati erogati i premi di produzione previsti per legge. La scorsa estate abbiamo dovuto in tutta fretta segnalare la questione alla Corte dei Conti, riaprire i bilanci di tre anni per inserire le somme e poi versarle. Inutile dire che gli avanzi conseguenti hanno dovuto essere tutti ritoccati al ribasso. Per il completamento dei lavori di rifacimento del tetto di Villa Olga, l’immobile storico al centro del paese, nel 2024 era stato stanziato solo metà dell’importo dovuto all’impresa edile, ribaltando allegramente l’altra metà sull’anno successivo senza dire nulla a nessuno. Motivo per cui ci siamo dovuti affrettare a utilizzare la maggior parte dell’ avanzo di bilancio che abbiamo accertato a inizio 2025 (106 mila euro) per coprire questo debito (83 mila euro). Qualche giorno fa, il Comune di Vigliano Biellese ha giustamente sollecitato il pagamento di 17 mila euro relativi al servizio di polizia municipale associato di cui Ronco aveva usufruito nel 2021 e per parte del 2022, che non erano mai stati versati. Anche in questo caso, nessuno sapeva nulla. E questi sono solo alcuni degli “imprevisti” che ci siamo trovati ad affrontare; non escludo che, col passare del tempo, la nuova giunta possa imbattersi in altri esempi di questo tipo.
Ecco, cari concittadini, se proprio vogliamo parlare fuori dai denti: gestendo i conti così, siamo capaci tutti a tenere aperto il micronido. Prima di credere a chi vi fomenta dicendo che la possibilità c’è, andate a verificare di persona come funzionaun ente pubblico. Prima di credere a una persona che vi dice che dei nomi scritti a computer a sostegno della riapertura del nido sono una “raccolta firme” (che invece prevede la registrazione dei dati dei documenti d’identità e una firma apposta a mano convalidata da un pubblico ufficiale), fermatevi un attimo a pensare. Prima di credere a un’ex amministratrice, che non si è più candidata ma pretende di continuare a governare un paese in barba a tutte le leggi e che pur di farlo si allea con la minoranza con cui si è insultata per 15 anni, riflettete sul perché non avreste più crociato il suo nome sulla scheda elettorale.
Ronco si merita di meglio di una situazione come questa. Si merita di meglio di sentirsi raccontare delle favole.
La realtà spesso è disagevole da affrontare, ma, come disse qualcuno, la verità rende liberi".





