Tiene banco a Sordevolo la questione dell’installazione di un’antenna 5G in regione Pignocchi. In redazione è arrivata una mail firmata da alcuni cittadini che parlano di un progetto già approvato dal Consiglio comunale e denunciano "un forte impatto sul paesaggio" per una struttura prevista alta tra i 25 e i 30 metri, visibile, secondo quanto riportato, anche a dieci chilometri di distanza. Nel testo si sottolinea inoltre la "poca efficacia nelle zone con scarso segnale" e si chiede al Comune di valutare soluzioni alternative, che, sempre secondo i firmatari, sarebbero già state individuate, così da limitare l’impatto visivo e ambientale.
A chiarire la situazione interviene il sindaco di Sordevolo, Riccardo Lunardon, che respinge l’idea di un via libera già concesso: "Non è stato approvato nulla. L’iter è ancora in fase di valutazione, manca ancora tutto. Noi abbiamo espresso una disponibilità di massima, ma solo a condizione che sia tutto in regola e che arrivino tutti i pareri necessari e ci tengo a ribadire che nel progetto saranno coinvolte anche realtà come l'ARPA e la Provincia di Biella".
Il primo cittadino spiega che l’investimento rientra nei fondi del Ministero per la trasformazione digitale attraverso il PNRR, destinati alle cosiddette “zone bianche”, ovvero aree prive di adeguata copertura di rete. Si tratta del PNRR italiano (Missione 1) che mira a superare il digital divide infrastrutturale e culturale con investimenti per oltre 6 miliardi di euro, potenziando le reti in fibra (piano Italia 1 Giga) e creando oltre 3.000 Punti Digitale Facile per formare 2 milioni di cittadini entro il 2026, facilitando l'accesso a servizi PA e digitali. "Il Ministero investe dove non c’è segnale. - spiega il primo cittadino -. Sordevolo è classificata come zona bianca e i fondi sono stati stanziati per quell’area". Il Comune, precisa Lunardon, ha chiesto più volte di verificare possibili collocazioni alternative, tra cui una zona nei pressi del cimitero, ma la proposta non ha ottenuto il parere favorevole della Soprintendenza per la presenza di una cappella vincolata. Altre zone proposte come terreni privati, aree pubbliche periferiche, siti con minore interferenza paesaggistica, sono risultate tecnicamente non idonee alla copertura radio, oppure gravate da vincoli paesaggistici o inaccessibili. "Ci è stato risposto per iscritto che non era possibile. Al momento quella individuata risulta l’unica area tecnicamente idonea .- continua il sindaco -. L'individuazione del sito è l'esito di un percorso istruttorio articolato e progressivo nel quale l'amministrazione ha esperito plurimi tentativi di localizzazioni alternative al fini di minimizzare l'impatto paesaggistico". La realizzazione dell’impianto spetterebbe a una società romana che ha vinto il bando nazionale. "Tutti i pareri e le autorizzazioni devono essere ottenuti dalla società. Se non arriveranno tutti i nulla osta necessari, il Comune non rilascerà alcuna autorizzazione", ribadisce il sindaco.
Alla base della scelta, sottolinea l’amministrazione, c’è l’esigenza di garantire servizi essenziali. "La casa di riposo è rimasta due mesi senza linea telefonica a causa di un guasto importante, e una parte del paese ha avuto disservizi per mesi. Non è la prima volta che succede: sulle linee fisse non si investe più come un tempo. Durante l'emergenza ho fatto presente la situazione anche alla Prefettura che si è interessata, ma i tempi sulle linee fisse è inutile dire che vanno ormai tanto per le lunghe, non sono più una priorità".
Secondo Lunardon, il potenziamento della rete mobile rappresenta invece una priorità per il territorio: "Dobbiamo garantire servizi ai sordevolesi, in particolare alle persone più fragili, alla casa di riposo, alla farmacia. Oggi senza copertura cellulare si rischia l’isolamento. Capiamo che qualcuno possa essere scontento, soprattutto in una zona residenziale, ma dobbiamo pensare all’interesse generale e alla sicurezza. Il nostro territorio riscontra criticità concrete anche per l'attivazione del numero unico 112, per la gestione delle emergenze meteo-idrogeologiche, non è ammissibile". Il sindaco sottolinea anche il valore sociale del progetto. "Qualcuno potrebbe anche obiettare che intendiamo fare cassa con l'affitto del terreno - conclude Lunardon -, mentre i soldi dell'affitto andranno a beneficio del nostro asilo, a beneficio dei nostri bambini".
Il confronto resta aperto, tra tutela del paesaggio e necessità di colmare il digital divide. Nei prossimi mesi saranno decisivi i pareri tecnici e paesaggistici per capire se e come il progetto potrà andare avanti.





