“Un paese senza bambini è un paese senza futuro”. Questo il grido d’allarme apparso di recente sul municipio di Ronco Biellese, dove sono stati affissi cartelloni e striscioni per protestare contro la chiusura imminente del micronido Megamondo, prevista per il 31 luglio.
“La storia del Megamondo finisce con Ronco Domani” e “I bambini del Megamondo cercano un nuovo nido” sono le altre frasi che campeggiano davanti alla sede comunale, diventata simbolo della delusione di quindici famiglie che, tra preoccupazione e amarezza, si vedono costrette a cercare nuove alternative.

Attivo dal 2006 grazie alla Fondazione Asilo Scuola e sostenuto negli anni da accordi con i Comuni limitrofi, il nido ha rappresentato per circa due decenni una risorsa per il territorio. Tuttavia, l’attuale amministrazione guidata dal sindaco Celestino Lanza ha confermato che, dopo un avviso esplorativo, che non ha ottenuto riscontri, se non una manifestazione di interesse priva di un'offerta economica, il servizio cesserà a causa di costi di gestione divenuti insostenibili.
“Abbiamo fatto il possibile – ha dichiarato il sindaco – ma non possiamo coprire da soli tutte le spese. Nessun altro Comune ha voluto collaborare. Con grande dispiacere, siamo costretti a interrompere il servizio”. Per i residenti di Ronco è stato previsto un contributo per coprire parte delle rette in altri nidi.

Intanto, le famiglie hanno presentato una lettera in cui raccontano la storia del Megamondo, l’impegno delle educatrici e il significato che quel “piccolo grande mondo” ha avuto per i loro figli. L’auspicio è che non sia un addio, ma solo un momento di sospensione, in attesa che qualche “buono delle favole” possa riscrivere un lieto fine.









