Il tavolo della cucina è coperto di giornali, ritagli, stampate, in pratica tutto quello che in questi giorni è stato scritto sul luogotenente Sorrentino e di riflesso su suo nipote che di questa brutta storia è la vittima. A lui, al nonno materno, spetta il merito di aver fatto emergere la vicenda parlandone con il sindaco di Mottalciata Vanzi, che poi ha presentato l’esposto che ha incastrato l’ex comandante della caserma del paese.
Il caso è esploso nella tarda primavera di quest’anno, anche se in realtà l’episodio risale a qualche mese prima, al novembre del 2013, ma il ragazzo, all’epoca diciassettenne, e che ora sta per compiere diciotto anni, non ne aveva mai parlato in casa forse vergognandosi, senza motivo, perché la vergogna in questa storia sta tutta da un’altra parte.
Quello che precede l’estate scorsa era un periodo non facile per il ragazzo, i suoi genitori sono separati.
“Un giorno ha telefonato sconvolto – racconta il nonno – chiedendo che lo andassimo a prendere. C’era un problema familiare”.
Nonno e madre dopo aver recuperato il giovane decidono di rivolgersi alle forze dell'ordine.
“E allora siamo andati nella caserma più vicina, quella di Mottalciata, a parlare proprio con Sorrentino a cui abbiamo chiesto aiutarci.
Sorrentino non si sbilancia e un particolare a fine colloquio attira l’attenzione della mamma.
“A un certo punto ha chiesto a mio nipote di mantenere il loro segreto. Arrivati a casa mia figlia lo ha messo alle strette e si è fatta raccontare l‘accaduto”.
Il ragazzo era stato prima sentito come testimone in merito a una piccola indagine e poi fermato per un problema legato al motorino.
“Una volta in caserma, per convincerlo a parlare, su di una cosa di cui peraltro non sapeva nulla, Sorrentino gli aveva fatto calare i pantaloni e strizzato i testicoli, tanto da causargli di lividi e dei dolori alla zona pelvica che non riuscivamo a spiegarci”.
Il sopruso fa infuriare il pensionato, che dopo essersi consultato con alcuni amici decide di rivolgersi al primo cittadino.
“Che mi ha subito detto: se non procedi tu lo farò io e così ha fatto”.
Nel frattempo la madre si era rivolta al capitano dei carabinieri della compagnia di Cossato, che l'ha accompagnata in procura. -"Devo ringraziare la disponibilità dei carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria, in particolare del maresciallo Gullo" dichiara la donna.





