POLITICA - 22 febbraio 2014, 18:59

FACCE DA SINDACO 3° puntata Antonio Ramella Gal

"Nel Biellese non stiamo morendo di fame ma c’è tanta tristezza che deve scomparire"

Antonio Ramella Gal

Il nome di Antonio Ramella Gal, candidato sindaco per “Buongiorno Biella”, lista civica ispirata e sostenuta dal senatore Gianluca Susta, è venuto fuori dopo una lunga consultazione tra i promotori dell’iniziativa. Imprenditore, animatore del mondo cattolico, soprattutto di quello scout, con un passato da assessore nella giunta Susta e da presidente del Cordar, Ramella ha molto tentennato prima di accettare, perché già impegnato sul lavoro e nel volontariato

Quale tra le sue caratteristiche risulterà vincente se dovesse venire eletto sindaco?
“Penso l’ottimismo e la capacità di rapportarmi con le persone, di star bene con la gente, di essere empatico. Questo naturalmente unito al pragmatismo, per riuscire a mettere in pratica quelle che possono essere le idee e le speranze delle persone. Quelle in sostanza che sono poi anche le caratteristiche base di un imprenditore”.

Cosa invece prevede di trovare particolarmente faticoso?
“Riuscire a coordinare tutti gli impegni, il dover togliere del tempo da una parte per metterlo al servizio della città, ognuno di noi è pieno di cose da fare, quelle a cui dovrò rinunciare io sono parecchie”.

Quale sarà il suo primo atto dovesse venire eletto?
“Andare subito a conoscere le persone che mi affiancheranno durante le giornate di lavoro e parlo di quelle che già ci sono. La grande sfida da lanciare è quella di aprire gli orizzonti della collaborazione interna ed esterna, in modo che i cittadini sentano di avere alle spalle qualcuno che può dargli una mano”.

Se diventerà sindaco ha intenzione di tenere per se qualche delega?
“Il sindaco è soprattutto il capitano di una squadra ma c’è un incarico che vorrei per me, quello della promozione del territorio, che non vuol dire soltanto turismo. Il sindaco deve essere in grado di lanciare il territorio all’esterno, di far ritornare il Biellese importante per le sue caratteristiche. Un tema che toccherà tutti i vari assessorati”.

La preoccupa di più il confronto con l‘opposizione in consiglio o con la macchina burocratica del Comune?
“Sicuramente la seconda, perché quella è la grande sfida”.

Quale tra i suoi avversari invece la preoccupa di più in vista delle elezioni?
“Credo siano gli altri che devono temere noi. Ho accettato l’incarico perché la squadra che mettiamo in campo è davvero titolata, fatta di persone che vivono in mezzo alla gente e ora hanno accettato di mettere in gioco la loro faccia. Non mi preoccupa il confronto, abbiano argomentazioni fortissime”.

Come imposterà la campagna elettorale?
“L’appello che faccio a tutti è di trovare spesso occasioni di confronto. Anche chi perderà le elezioni avrà in mano parte del futuro della città, quindi mettiamo insieme le idee di tutti e diventeranno migliori. Questa è abbastanza un’utopia, ma non dovese realizzarsi non mi fa paura neppure il corpo a corpo, per il semplice fatto che le nostre idee per Biella saranno così innovative che faranno pensare molti e li stupiranno”.

Quali saranno i suoi criteri nella scelta dei futuri assessori?
“Sarà una giunta fatta in parte di persone nuove, anche giovanissime, e in parte da chi, come me, ha già un’esperienza che può essere d’aiuto. Cercheremo di creare il giusto cocktail con gusti forti e altri più raffinati, ma insieme piacevoli”.

Preferirebbe una giunta con sei oppure otto assessori?
“Sicuramente in un periodo come questo ci vogliono competenze e molto tempo da dedicare per seguire i programmi. Anche perché vogliamo lanciare delle vere sfide, delle cose da fare in un tempo stabilito, di cui i cittadini potranno controllare l'evolversi. Una giunta a otto può funzionare per realizzare i programmi in modo serio, i risparmi si possono fare invece sull'andamento della macchina comunale”.

Nell’assessorato chiave, il Bilancio, meglio un tecnico o un politico?
“Sicuramente un tecnico ma che sia capace di far quadrare i numeri senza che ne vadano di mezzo i bisogni della gente. E poi deve essere un uomo coraggioso, per fare scelte coraggiose in favore dei biellesi”.

Un sogno da portare a termine nei cinque anni di mandato?
“Lo dico da imprenditore, anche se personalmente non ho avuto modo di fare tagli o cassa integrazione so che non c’è niente di peggio di dover dire a qualcuno che il suo lavoro non c’è più. Di vedere arrivare curriculum portati da persone tristi. Dobbiamo riportare le nostre aziende a essere in grado di aprire le porte e fare in modo che le persone tornino a lavorare qua da noi, senza doversi trasferire altrove”.

Per lei al centro c'è il lavoro.
“E’ il punto principale, perché oggi nel Biellese non stiamo morendo di fame ma c’è tanta tristezza che deve scomparire. Il Biellese era famoso per la gente che lavorava anche durate le difficoltà, oggi ha perso la speranza, non vede il domani, la ripresa, dobbiamo quindi riportare sul nostro territorio l’eccellenza del lavoro”.

 Invece un progetto per la città?
“Ne abbiamo uno vero per i giovani: vogliamo mettere a disposizione una zona, un sito magari dismesso che diventi un polo culturale, di aggregazione, ma che sia progettato insieme a loro. L’amministrazione metterà a disposizione l’area, loro ci diranno cosa ci vogliono dentro”.

m.z.