In tempi di crisi e di dissesti più o meno annunciati, accade anche questo. Ieri sera nella palestra del Villaggio Lamarmora era previsto il derby di Prima Divisione femminile tra la locale formazione e la Infa SprintVirtus: la gara, però, non si è disputata in quanto non è stato acceso il riscaldamento nella struttura da parte dell'ente gestore. La palestra annessa al complesso scolastico occupato in passato dalle scuole medie ed ora dal Liceo, inizialmente era gestita dal Comune di Biella che ha poi attivato una convenzione pluriennale con la locale Polisportiva Villaggio Lamarmora. Negli ultimi anni è avvenuto il passaggio di consegne dal Comune alla Provincia di Biella che, come noto, è da tempo in grosse difficoltà economiche. Tra i "tagli" operati anche quello del riscaldamento nella struttura, situazione che non permette più l'utilizzo da parte dei fruitori abituali: nei giorni scorsi le atlete si sono allenate con una temperatura intorno 10 gradi.
Vani i tentativi fatti nelle settimane e nei giorni scorsi dalla dirigenza del Villaggio Lamarmora per riportare la situazione alla normalità. La gara è stata rinviata a martedì prossimo e si disputerà al PalaSarselli di Chiavazza, che per il resto della stagione diverrà "casa" anche del Villaggio Lamarmora (squadra affiliata dallo scorso anno al gruppo SprintVirtus), oltre che di Infa SprintVirtus e di Negro Servizi SprintVirtus. Il commento da parte della SprintVirtus è stato postato sulla pagina Facebook societaria, nelle ore immediatamente precedenti all'incontro: "Non si giocherà il derby di Prima Divisione previsto questa sera tra il Villaggio Lamarmora e la Infa. Purtroppo non sono arrivate in tempo utile in sede le giacche imbottite e i pantaloni termici ordinati a Babbo Natale in Lapponia... Mettiamola sul ridere, altro non si può fare! La realtà è amara e parla di un grosso disservizio che già da tempo abbiamo dovuto sopportare, ovvero la mancanza del riscaldamento nella palestra del Villaggio Lamarmora. Alle ragazze che per un mese si sono allenate al freddo e che sono state private anche di una meritata doccia calda, non possiamo far altro che chiedere scusa. La colpa non è nostra, siamo anche noi vittime di situazioni assurde delle quali non è il caso di parlare in queste righe".





