Come se la Ferrero lasciasse Alba o la Fiat chiudesse lo stabilimento di Mirafiori. Domani, sul tavolo della trattativa tra sindacati e Coca Cola Hbc Italia, scenderà anche questo paragone, che i lavoratori biellesi della multinazionale americana fanno ma -sostengono - non senza esagerare. Gaglianico resta, infatti, uno dei siti storici di produzione della tanto amata bibita, dal momento che ha aperto i battenti tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio dei Settanta.
Oggi, i posti di lavoro di questi 90 dipendenti potrebbero saltare già nel primo trimestre del 2014. Ma loro non ci stanno: domani, dalle 14.30, sosteranno davanti all'Unione Industriale Biellese, dove avverrà il confronto tra rappresentanti sindacali e dell'azienda. Alla manifestazione sono attese le rsu liguri e torinesi, come molti dei lavoratori che rischiano il posto: "Ci saranno quelli che hanno fatto il turno di notte, come quelli del primo turno delle sei e due" -anticipa Enrico Cavalli, che lavora alla Coca Cola dal 1995 e che fa parte di Cgil Flai. "Il nostro obiettivo è quello di mantenere l'occupazione a Gaglianico, ma non si tratta soltanto di una questione territoriale, bensì strutturale. L'azienda ha goduto di favori sul nostro territorio, ma altrove come qui ha fatto ridimensionamenti, esternalizzazioni della logistica, tagli e chiuso sedi come l'ultima di Cagliari. E' una questione strutturale e più generale, legata alla permanenza della multinazionale in Italia. Chiudere un sito storico come Gaglianico a che pro? Vogliono farci credere affinché Coca Cola resti in Italia?".
La risposta, rivolta al portavoce della Coca Cola Hbc Italia, Giangiacomo Pierini è un no: "La presenza dell'azienda in Italia non è in discussione, così come quella in Piemonte. Al momento non aggiungiamo altro, aspettiamo il confronto con i sindacati".
Confronto che entrambe le parti considerano un primo passo di una trattativa più lunga: "In passato, un'altra trattativa è durata quattro mesi. Sarà lunga e complicata", è il commento di Enrico Cavalli.
(29 ottobre 2013)




