EVENTI - 05 ottobre 2013, 08:15

Differenti sensazioni, ultima serata - fotogallery

Oggi chiude la Kermesse organizzata da Stalker teatro arrivata alla ventiseiesima edizione

Foto di Ewa Gleisner

Foto di Ewa Gleisner

Ultimo giro di giostra per questa ventiseiesima edizione di Differenti sensazioni. Ore 21 a Palazzo Ferrero, i tre spettacoli che chiudono la la rassegna di Arte performativa spaziano dal teatro alla danza e spesso s'incontrano generando ibridi interessanti.

Nella fotogallery gli scatti delle prime tre serate realizzati da Ewa Gleisner

Il programma 

  • Tierra Efímera di Colectivo Terròn (Francia)

Tra architettura effimera e coreografia pittorica, qui la terra è espressa plasticamente. Un unico materiale in vari stati di liquidità: proiettato, diffuso, accarezzato, cancellato, tracciato o distribuito sul retro di uno schermo, si trasforma in uno scrittoio gigante carico di lirismo creativo e suggestive fantasie colorate.Sensuale e inquietante, lo spettacolo cerca la fusione tra pittura e cinema, l'animazione e la coreografia, il teatro d’ombra e il graphic design. Questa “drammaturgia” della terra, come elemento fisico, ci svela il valore paesaggistico di un materiale che incarna storia, modernità e futuro: un materiale di una duttilità sorprendente e di grande impatto visivo.“Tierra Efímera” non è uno spettacolo narrativo e lo spettatore è libero di trovare la propria storia.Un viaggio originale dove l'arte pittorica prende vita, in una vera e propria coreografia, per sorprendere, far ridere e sognare ...

 

  • Amo i miei vicini di Carluccio Rossi (Biella)

Una composizione teatrale per strumenti, voci, rumori, colori e personaggi che può essere eseguita partendo dall'inizio ma anche dalla fine, a seconda che lo spettatore voglia ridere prima o dopo; che la sintesi, nobile attitudine, è più che ad altro dovuta alla ridotta durata, per cause indipendenti dalla nostra volontà, ma non le nuoce. Che tutto, in questo teatro, è estremamente effimero e serio, anche se mai una frase dovrebbe iniziare con 'che'. In scena ci sono delle specie di sgabuzzini semoventi, costruiti a scopo abitativo, dai quali gli occupanti possono vedere di tutto, ma specialmente osservare i loro simili. A volte, sfidando l'esterno, giungono ad incontrarsi, per sentirsi meglio. Si tratta di persone di grande bontà.

 

  • Frane di Eleonora Chiocchini / Compagnia Simona Bucci (Firenze)

Una volta che l'assetto è instabile e che i frammenti messi in moto si staccano e crollano con dinamiche diverse, affiorano in superficie anche le parti che si trovavano in profondità: quelle pennellate nere di cui spesso sentiamo il "tacito rivoltarsi piumato" e, la contraddizione tra stati e dinamiche contrastanti, si manifesta.Narrazione per immagini, in cui le figure, così come lo spazio e il suono, appaiono, scompaiono e si depositano come i frammenti di un terreno che frana. Ogni gesto si snoda di colpo in una serie."Frane" sono racconti residui di un "romanzo" non scritto.

 

 

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