Ultimo giro di giostra per questa ventiseiesima edizione di Differenti sensazioni. Ore 21 a Palazzo Ferrero, i tre spettacoli che chiudono la la rassegna di Arte performativa spaziano dal teatro alla danza e spesso s'incontrano generando ibridi interessanti.
Nella fotogallery gli scatti delle prime tre serate realizzati da Ewa Gleisner
Il programma
- Tierra Efímera di Colectivo Terròn (Francia)
Tra architettura effimera e coreografia pittorica, qui la terra è espressa plasticamente. Un unico materiale in vari stati di liquidità: proiettato, diffuso, accarezzato, cancellato, tracciato o distribuito sul retro di uno schermo, si trasforma in uno scrittoio gigante carico di lirismo creativo e suggestive fantasie colorate.Sensuale e inquietante, lo spettacolo cerca la fusione tra pittura e cinema, l'animazione e la coreografia, il teatro d’ombra e il graphic design. Questa “drammaturgia” della terra, come elemento fisico, ci svela il valore paesaggistico di un materiale che incarna storia, modernità e futuro: un materiale di una duttilità sorprendente e di grande impatto visivo.“Tierra Efímera” non è uno spettacolo narrativo e lo spettatore è libero di trovare la propria storia.Un viaggio originale dove l'arte pittorica prende vita, in una vera e propria coreografia, per sorprendere, far ridere e sognare ...
- Amo i miei vicini di Carluccio Rossi (Biella)
Una composizione teatrale per strumenti, voci, rumori, colori e personaggi che può essere eseguita partendo dall'inizio ma anche dalla fine, a seconda che lo spettatore voglia ridere prima o dopo; che la sintesi, nobile attitudine, è più che ad altro dovuta alla ridotta durata, per cause indipendenti dalla nostra volontà, ma non le nuoce. Che tutto, in questo teatro, è estremamente effimero e serio, anche se mai una frase dovrebbe iniziare con 'che'. In scena ci sono delle specie di sgabuzzini semoventi, costruiti a scopo abitativo, dai quali gli occupanti possono vedere di tutto, ma specialmente osservare i loro simili. A volte, sfidando l'esterno, giungono ad incontrarsi, per sentirsi meglio. Si tratta di persone di grande bontà.
- Frane di Eleonora Chiocchini / Compagnia Simona Bucci (Firenze)
Una volta che l'assetto è instabile e che i frammenti messi in moto si staccano e crollano con dinamiche diverse, affiorano in superficie anche le parti che si trovavano in profondità: quelle pennellate nere di cui spesso sentiamo il "tacito rivoltarsi piumato" e, la contraddizione tra stati e dinamiche contrastanti, si manifesta.Narrazione per immagini, in cui le figure, così come lo spazio e il suono, appaiono, scompaiono e si depositano come i frammenti di un terreno che frana. Ogni gesto si snoda di colpo in una serie."Frane" sono racconti residui di un "romanzo" non scritto.










