I recenti sviluppi tecnologici stanno coinvolgendo sempre più il mondo del tessile, in modi che vanno oltre l’immaginazione.
L’industria tessile, colonna portante del Biellese, non è esente dall’ingresso dell’intelligenza artificiale in maniera sempre più evidente.
Queste innovazioni tecnologiche vanno ben oltre l’ottimizzazione dei processi aziendali e l’utilizzo di LLM per progettazione e design dei prodotti. Implementare dei modelli, magari che girano localmente, per l’analisi dell’archivio documentale, o del magazzino, è sicuramente un passo avanti per ogni azienda. Anche l’utilizzo di chat-bot come assistenti personali, per ottimizzare mail, verbali di riunioni e agende è in ampia diffusione. Ma nessuno di questi ambiti, per quanto interessanti, riguarda in maniera esclusiva il tessile.
In questo articolo desidero evidenziare alcuni sviluppi tecnologici affascinanti e che potrebbero interessare anche alcune aziende del Biellese, gettando lo sguardo un po’ più lontano.
Una manica touchscreen del NUS di Singapore
Il gruppo guidato da Tural Khudiyev della National University of Singapore ha creato una fibra che fa da pixel di un display e allo stesso tempo da sensore tattile. Nel loro prototipo 54 fibre pixel, ognuna con 96 led, sono state tessute in una manica ottenendo un display di 96x54 pixel, con un refresh di 30fps e colori a 8 bit, ottenendo quello che viene presentato come il primo touchscreen integrato in un capo. Sono riusciti anche ad inserire un microfono, un altoparlante, sensori di movimento e temperatura ed una bussola. La manica mostra immagini e video, risponde al tocco, si collega senza fili ad altri dispositivi e resta lavabile e flessibile. Pur non essendo direttamente un modello IA, essendo questo tessuto “smart” un’interfaccia a tutti gli effetti, si può immaginare che permetta di interagire con LLM per analizzare gli input ambientali, o fungere da display “a mani libere”. Le applicazioni possono spaziare dalla creazione di maglioni interattivi, il cui motivo o disegno cambia e diviene personalizzabile come se fosse lo sfondo del cellulare, ad altri usi più tecnici e specifici: abbigliamento da lavoro che diviene un display aggiuntivo che ci segue in fabbrica, o nei campi, così come indumenti tecnici per appassionati di outdoor e trekking, dove abbiamo la mappa, il meteo in tempo reale, e la possibilità di interagire senza aprire tasche per estrarre lo smartphone. Ma è resistente? Il loro prototipo ha superato 50 lavaggi in lavatrice e 1000 piegature attorno a un raggio di 5 mm.
Il “fiber chip” dell’Università Fudan
Il team di ricerca dell’Università Fudan di Shanghai è riuscito a realizzare una fibra tessile che contiene un circuito elettronico complesso. In 1 millimetro della loro fibra si possono avere 10000 transistor, rendendolo equivalente alla capacità di calcolo di un chip per pacemaker; in proiezione 1 metro di questa fibra, arriveremmo ad un equivalente, come capacità di calcolo, in normale PC desktop. Questa fibra inoltre mantiene le caratteristiche necessarie per realizzare tessuti da uno quotidiano.
Normalmente i tessuti definiti smart hanno necessitato collegamenti a chip e interfacce rigide e fastidiose se inserite in abiti o indumenti vari, con questa soluzione si può inserire un computer in tessuti che hanno lo stesso comfort di quelli attuali. Un esempio che cita il team è la possibilità di realizzare un guanto interattivo con la stessa vestibilità di uno normale, senza hardware rigido che lo appesantisce, che potrebbe essere indossato durante una chirurgia robotica a distanza, in cui il chirurgo potrebbe “sentire” la durezza dei tessuti.
Il “fiber computer” del MIT
Un team del Massachusetts Institute of Technology ha sviluppato un computer autonomo integrato in una fibra elastica, utilizzabile in abbigliamento normale e tecnico. Questa fibra contiene una serie di microcomponenti, tra cui microcontrollore, memorie, moduli bluetooth, e una batteria. Questo rende questa fibra effettivamente un computer indipendente.
A differenza dei sistemi di monitoraggio dei parametri vitali integrati nell’abbigliamento finora sviluppati, che hanno sensori localizzati in punti precisi, queste fibre nel tessuto a contatto con il corpo possono raccogliere dati su ampie superfici corporee, vicino agli organi vitali.
In questo progetto la IA ha già un ruolo chiave. I ricercatori hanno inserito quattro fibre-computer in un top e in dei leggings. Su ognuno dei fibra-computer operava un modello di machine-learning addestrato per analizzare i movimenti dell’utilizzatore. La precisione è stata del 70%, salendo poi al 95% quando i ricercatori hanno fatto comunicare tra loro i computer integrati nelle fibre con i loro modelli IA.
E’ interessante quanto ha dichiarato il professor Yoel Fink, del MIT: “Ogni secondo il nostro corpo trasmette gigabyte di dati attraverso la pelle sotto forma di calore, suoni, sostanze biochimiche, potenziali elettrici e luce, tutti elementi che veicolano informazioni sulle nostre attività, emozioni e salute. Purtroppo, la maggior parte — se non la totalità — di queste informazioni viene assorbita e poi persa nei vestiti che indossiamo. Non sarebbe fantastico se potessimo insegnare ai vestiti a catturare, analizzare, archiviare e comunicare queste importanti informazioni sotto forma di preziose indicazioni sulla salute e sull’attività fisica?”
Vasti campi d’applicazione, a partire dal settore biomedico
Il team del MIT ha impostato una vasta campagna di test e rilevazione dati in collaborazione con le forze armate statunitensi, anche in condizioni estreme come quelle artiche. Il loro ambito di applicazione principale, come suggerisce l’affermazione del prof. Fink, è quella del monitoraggio della salute di chi indossa questi indumenti “smart”.
Anche il team dell’università di Shanghai ipotizzava applicazioni delle loro fibre in indumenti o fasce per il monitoraggio di pazienti con condizioni critiche o particolari.
E’ facile prevedere che questi tessuti evoluti, che di fatto divengono computer da indossare, integrati con modelli IA, possano aprire le porte ad infinite applicazioni, dall’infotainment, alla salute, alla sicurezza personale.
Ci vorrà tempo prima che tutti possiamo indossare maglie “smart” per andare in palestra o a correre, ma nel frattempo ci saranno importanti sviluppi in settori specifici, dagli ospedali, agli sportivi professionisti, all’abbigliamento da lavoro, soprattutto in condizioni estreme.
A volte lo sviluppo tecnologico può fare un po’ paura, ma in questo caso è facile vederne ampi risvolti positivi ed incoraggianti.
E chissà se nel Biellese saremo in grado di unire stile ed eleganza alle nuove tecnologie IA nei tessuti.
Fonti:
MIT: Gupta, N., Cheung, H., Payra, S., et al. (2025). A single-fibre computer enables textile networks and distributed inference. Nature, 639, 79–86. https://doi.org/10.1038/s41586-024-08568-6
Università Fudan, Shanghai: Wang, Z., Chen, K., Shi, X., et al. (2026). Fibre integrated circuits by a multilayered spiral architecture. Nature, 650, 102–109. https://doi.org/10.1038/s41586-025-09974-0
NUS, Singapore: Khudiyev, T., et al. (2026). Touch-sensing digital pixel fibre enables interactive garment GUI. Nature, pubblicato online il 21 ottobre 2026.






