Riceviamo e pubblichiamo:
"Quando manca il coraggio di costruire, si prova a distruggere ciò che gli altri hanno il coraggio di realizzare. Ma Biella non può diventare ostaggio di una minoranza rumorosa che confonde le proprie paure con il futuro di un'intera città. La dichiarazione di inammissibilità della richiesta referendaria sulla riorganizzazione del mercato cittadino rappresenta un passaggio significativo in una vicenda che ha mostrato, ancora una volta, il volto di una certa politica locale: una politica formata da persone che si riempiono la bocca di democrazia, salvo poi ostacolare ogni scelta amministrativa che non corrisponda ai propri desideri. Una politica che, dietro la facciata della partecipazione popolare, ha tentato di costruire una campagna di delegittimazione contro l'Amministrazione guidata dal sindaco Marzio Olivero, dimostrando quanto possa essere profonda la contraddizione di chi si proclama democratico soltanto quando le decisioni coincidono con le proprie convinzioni. E, d'altronde, i più grandi ammiratori dei regimi autoritari sono spesso proprio coloro che pretendono di imporre agli altri il proprio modo di pensare, ostacolando persino una scelta amministrativa di buon senso e responsabilità. Quello a cui abbiamo assistito è il miserabile spettacolo di una politica ridotta alla demolizione sistematica delle idee altrui: nessuna visione, nessuna alternativa, nessuna capacità di progettare, soltanto l'ossessione di impedire agli altri di fare ciò che loro non sono capaci nemmeno di immaginare! La riorganizzazione del mercato cittadino rappresenta una prospettiva di valorizzazione urbana, economica e commerciale che può contribuire concretamente alla rigenerazione del centro di Biella. Significa ripensare gli spazi, aumentarne l'attrattività, creare nuove opportunità e restituire centralità a zone che meritano di essere vissute e valorizzate. Non si tratta di cancellare una tradizione, né di penalizzare gli ambulanti. Si tratta di guardare alle potenzialità della città anziché rimanere prigionieri di una concezione provinciale e asfittica del cambiamento.
E veniamo al punto più imbarazzante di tutta questa vicenda: non una proposta alternativa, non una sola idea concreta, non un progetto di rilancio! Nelle cosiddette manifestazioni non si è sentita una proposta degna di questo nome. Soltanto capricci, urla, grida, cori beceri da stadio e una sequela di provocazioni. Un repertorio desolante, degno di chi scambia la confusione per partecipazione e il rumore per capacità politica. Nessuno ha spiegato quale diversa organizzazione del mercato avrebbe voluto proporre, nessuno ha presentato un progetto alternativo di rigenerazione del centro cittadino. Soltanto contestazioni e tentativi di screditare una scelta amministrativa senza avere la minima ambizione di contribuire a migliorarla. E questo è il dato politicamente più grave: pretendere di bloccare il futuro senza avere la più pallida idea di come costruirne uno alternativo.
Sulla decisione della Commissione, poi, è persino necessario fare chiarezza davanti a certi commentatori da tastiera che utilizzano i social come sfogatoio di frustrazioni personali, dispensando sentenze senza nemmeno prendersi la briga di leggere ciò che viene pubblicato. La Commissione ha ritenuto il quesito inammissibile perché formulato come un'unica domanda contenente due questioni distinte, sulle quali i cittadini avrebbero potuto avere orientamenti differenti. Questo è quanto emerge dalla decisione. Il resto sono interpretazioni fantasiose di chi preferisce commentare a vanvera anziché informarsi.
La scelta dell'Amministrazione Olivero non deve essere ostaggio di chi urla più forte, né tantomeno di chi considera ogni cambiamento un sacrilegio. Una città si governa assumendosi responsabilità, non inseguendo ogni polemica; si fa crescere attraverso decisioni e progetti, non inginocchiandosi davanti ai custodi dell'immobilismo. A chi continua a scambiare il conservatorismo più ottuso per amore della città va ricordato un concetto elementare: Biella non è proprietà di chi vuole tenerla ferma. Il futuro appartiene a chi ha il coraggio di costruirlo, non a chi passa il proprio tempo a tentare di impedirlo!"