ATTUALITÀ - 03 novembre 2026, 06:50

Nel Biellese altri 12 ettari di suolo persi: quasi l’8% del territorio è già occupato

La provincia registra uno degli incrementi più contenuti della regione, dove pesano soprattutto fotovoltaico a terra e logistica.

Nel Biellese altri 12 ettari di suolo persi: quasi l’8% del territorio è già occupato

Nel Biellese altri 12 ettari di suolo persi: quasi l’8% del territorio è già occupato

Nel Biellese, durante il 2025, sono stati consumati altri 12 ettari di suolo, circa 120mila metri quadrati al netto dei terreni recuperati. Un incremento contenuto rispetto a gran parte del Piemonte, che si aggiunge però alle trasformazioni già avvenute: quasi l’8% del territorio provinciale è ormai occupato da superfici artificiali.

Per consumo di suolo si intende la trasformazione di terreni agricoli, naturali o seminaturali in aree occupate da edifici, strade, piazzali, cantieri e impianti. Si perdono così superfici coltivabili e spazi verdi; nelle città, la riduzione della vegetazione e l’aumento delle coperture artificiali contribuiscono anche a rendere più alte le temperature estive.

A illustrare il fenomeno è Arpa Piemonte, che ha diffuso l’analisi regionale del Rapporto sul consumo di suolo 2026, curato da Ispra e dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, con dati riferiti al 2025.

In provincia di Biella le superfici artificiali raggiungono quasi 73 chilometri quadrati, il 7,98% del territorio. Una quota superiore alla media piemontese e a quella italiana, che colloca il Biellese al terzo posto regionale dopo Novara e Torino. Se si guarda soltanto al nuovo consumo netto dell’ultimo anno, invece, la provincia presenta il secondo valore più basso del Piemonte, dopo il Verbano-Cusio-Ossola.

Nel resto della regione il fenomeno procede più rapidamente. Il bilancio piemontese del 2025 è di 781 ettari persi, già sottratti quelli recuperati: oltre due ettari al giorno, l’equivalente di circa tre campi da calcio.

A incidere sono soprattutto gli impianti fotovoltaici a terra e l’espansione dei poli logistici. Le trasformazioni maggiori si concentrano nel Cuneese, nell’Alessandrino, nel Torinese e nel Novarese. Arpa si sofferma sui piccoli interventi distribuiti tra centri minori, colline e vallate: meno evidenti dei grandi cantieri, ma significativi quando vengono considerati insieme.

Il rapporto indica anche dove intervenire per risparmiare terreno: recuperare le aree già trasformate, ricavare nuovi spazi verdi e utilizzare i tetti per installare pannelli solari. In Piemonte sono stati individuati oltre 147 chilometri quadrati di superfici potenzialmente recuperabili. Occorre privilegiare il riuso, la rigenerazione e la riqualificazione del patrimonio esistente, limitando l’occupazione di nuovo suolo.

C.S., G. Ch.

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