La passione per la musica lo accompagnava fin da bambino e la Filarmonica di Valdengo era diventata una parte fondamentale della sua vita. È il ricordo di Paolo Rivardo, morto a 60 anni, nelle parole del cognato Antonello Mallocci, che lo conosceva da quando aveva 15 anni.
«Il suo cuore era nella Filarmonica di Valdengo, quello era il suo mondo. Aveva la passione per la musica da sempre: aveva iniziato a suonare il clarinetto quando aveva appena sette anni. È rimasto in quell'ambiente, fino a diventare maestro».
Un legame che non si era affievolito nemmeno negli ultimi tempi. «Ancora nei mesi scorsi stava ripianificando le attività, con un attaccamento ancora più forte alla banda e tanti nuovi programmi musicali visto che sarebbe andato in pensione l'anno prossimo. Aveva tante idee, era un vulcano».
Mallocci lo ricorda come una persona allegra, piena di entusiasmo e di iniziative. «Noi lo seguivamo nelle sue vicende bandistiche. Era una persona che trasmetteva passione e voglia di fare».





