COSTUME E SOCIETÀ - 01 novembre 2026, 10:28

Su Nuraghe, la tavola dei morti: un lume acceso per ritrovare la strada di casa

Tra Sardegna e Biellese, un'antica consuetudine rinnova il legame con chi non c'è più. Su Nuraghe invita a partecipare a un mosaico collettivo della memoria.

Mosaico delle tavole dei morti realizzato a Biella in una precedente edizione dell'iniziativa (fotografia d'archivio)

Mosaico delle tavole dei morti realizzato a Biella in una precedente edizione dell'iniziativa (fotografia d'archivio)

Questa sera, 1° novembre, accendiamo un lumino e prepariamo la tavola dei morti! Su Nuraghe invita tutti a partecipare, fotografando la propria tavola e inviando l'immagine a info@sunuraghe.it oppure tramite WhatsApp al 328 919 3026. Gli scatti formeranno un mosaico collettivo della memoria, che sarà esposto nella sede del Circolo a Biella, in via Galileo Galilei 11.

Una tavola, una luce, un ricordo: un piccolo gesto per mantenere vivi gli affetti e tramandare un'antica tradizione.

Un'antica tradizione tra Sardegna e Biellese

La tavola imbandita per i defunti affonda le radici in antichi riti dedicati agli antenati, successivamente intrecciatisi con la tradizione cristiana, che celebra Ognissanti il primo novembre e la Commemorazione dei fedeli defunti il giorno successivo.

Secondo la credenza popolare, nella notte tra l'uno e il due novembre le anime dei familiari scomparsi ritornano simbolicamente nelle proprie case. Per accoglierle si lascia apparecchiata senza posate la mensa con pane, acqua, vino, frutta e dolci. Un lumino indica loro la strada, mentre un'altra fiammella sulle tombe mantiene idealmente il legame tra il mondo dei vivi e quello dei defunti.

In Piemonte e nel Biellese non mancano le ballotte, castagne bollite con sale e foglie di alloro, accompagnate da un bicchiere di vino rosso.

In Sardegna si prepara sa banca de sos mortos, la tavola dei morti, con pane, pietanze, frutta secca e vino. Immancabili sos papassinos, dolci dalla caratteristica forma romboidale, con uvetta e frutta secca, ricoperti di glassa bianca e confettini colorati. Presente anche su pane 'e sapa, preparato con il mosto cotto.

Nell'Isola sopravvive inoltre la questua dei bambini, conosciuta come Su Prugadoriu, Su Mortu Mortu o Sas Animeddas. La mattina del 2 novembre, i più piccoli bussano alle porte delle abitazioni chiedendo dolci, caramelle e frutta secca in suffragio dei defunti. «Animas de prugadoriu, Ave Maria, po faghere bene a sos mortos» sono alcune formule tramandate, espressione di una tradizione nella quale il dono diventa gesto di carità.

La memoria che unisce

In questi giorni i cimiteri si trasformano in giardini fioriti: le tombe vengono curate, adornate e illuminate da fiammelle votive. Nelle abitazioni, fotografie e piccoli lumi riportano al centro gli affetti familiari, rinnovando il ricordo di chi continua a vivere nei nostri pensieri.

Il Circolo «Su Nuraghe», custode delle tradizioni dei Sardi dell'Altrove, riconosce in questa ricorrenza un patrimonio condiviso con la terra di adozione. Le consuetudini isolane e quelle biellesi si incontrano in un medesimo sentimento di riconoscenza verso le generazioni che ci hanno preceduto.

Accendiamo insieme una luce, apparecchiamo la tavola e condividiamo una fotografia. Dalle case della Sardegna a quelle del Biellese, ogni immagine sarà una testimonianza di affetto e una tessera di un'unica memoria collettiva.

Perché ci sono presenze che non svaniscono e radici che continuano a nutrire la nostra storia.

Un lume acceso, una tavola preparata, un ricordo condiviso: partecipiamo tutti, perché la memoria continui a vivere.

C.S. Battista Saiu, Su Nuraghe

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