Un falso controllo dei Carabinieri, la minaccia di un'indagine per rapina e persino l'invenzione di un drone di sorveglianza per costringere una novantatreenne a consegnare i propri averi. È il piano sventato dalla Polizia di Torino, che ha arrestato un ragazzo italiano di vent'anni con l'accusa di tentata truffa aggravata ai danni di un'anziana.
Nei giorni scorsi, gli investigatori della Squadra Mobile della Questura hanno monitorato i movimenti del giovane. Arrivato da Napoli alla stazione di Porta Nuova, il ragazzo ha acquistato uno zaino e ha raggiunto in taxi una zona del capoluogo. Una volta arrivato davanti a un condominio, ha atteso che un residente aprisse il portone carraio per introdursi nel palazzo e dirigersi verso l'appartamento della vittima.
Poco prima, l'anziana aveva ricevuto una telefonata da un uomo che si era finto un Maresciallo dei Carabinieri. L'interlocutore le aveva detto che i suoi dati erano stati usati da sconosciuti per intestarsi un'auto impiegata in una rapina in una gioielleria. Per convincerla a consegnare denaro, oggetti di antiquariato e preziosi, il finto militare l'aveva tenuta costantemente impegnata in una videochiamata, impedendole così di contattare i familiari o il numero d'emergenza, e le aveva fatto credere che un drone stesse arrivando per controllare che raccogliesse tutti i beni di valore presenti in casa.
L'operazione della Squadra Mobile ha permesso di intercettare e bloccare il giovane all'interno dello stabile, proprio mentre stava per arrivare alla porta della donna, che aveva già radunato i gioielli. Sottoposto a perquisizione, il ventenne è stato trovato in possesso del telefono cellulare utilizzato per mantenere i contatti con i complici.





