ATTUALITÀ - 29 ottobre 2026, 07:10

Giovani e opportunità, il Piemonte è quarto nell’indice di Confartigianato

“Chiediamo meno burocrazia, strumenti economici per chi vuole avviare una nuova impresa e soprattutto un sistema che accompagni il passaggio generazionale”

Giovani e opportunità, il Piemonte è quarto nell’indice di Confartigianato

Giovani e opportunità, il Piemonte è quarto nell’indice di Confartigianato

Il Piemonte si colloca al quarto posto nella graduatoria regionale dell’Indice Confartigianato dei Territori Youth Friendly 2026 (ICYF), con un punteggio di 679 e un livello di attrattività per i giovani classificato come alto. I punti di forza della regione sono il lavoro e l’impresa.

Presentata a Roma nei giorni scorsi in occasione della Convention nazionale dei Giovani, l’indagine esamina dove un giovane possa trovare le condizioni per costruire il proprio futuro. I risultati mostrano una distribuzione delle opportunità profondamente disomogenea.

In testa alla classifica si trova la Lombardia, con un indice pari a 727, seguita da Emilia-Romagna (703) e Veneto (697). All’estremo opposto si collocano Sardegna (371), Molise (426) e Calabria (429).

L’Indice permette di individuare dove esistono condizioni più o meno favorevoli per consentire ai giovani di trasformare il proprio potenziale in opportunità, andando oltre una semplice classificazione dei territori come migliori o peggiori.

L’edizione di quest’anno aggiorna 21 delle 27 variabili esaminate e si articola, come quella del 2025, in quattro pilastri: Lavoro, Impresa, Competenze e Territorio. Questi ambiti descrivono le possibilità di trovare un’occupazione, avviare un’attività, sviluppare le proprie competenze e costruire un progetto di vita.

Dai dati emerge che il Piemonte si distingue nel pilastro “Lavoro”, che considera la capacità del territorio di offrire ai giovani opportunità occupazionali di qualità e di contenere il numero di quanti restano esclusi dai percorsi di studio e lavoro.

Le condizioni più favorevoli si registrano anche in Lombardia e Veneto, mentre quelle meno favorevoli riguardano Calabria, Basilicata e Sardegna.

Il Piemonte emerge anche nell’ambito “Impresa”, che misura la capacità del sistema produttivo di rigenerarsi, crescere e coinvolgere le nuove generazioni. Tra gli elementi considerati figurano la presenza di nuove imprese e di attività giovanili, la loro capacità di sopravvivenza e l’apertura del sistema produttivo verso i giovani.

In questa dimensione si distinguono anche Lombardia e Campania, mentre le condizioni meno favorevoli si rilevano in Toscana, Sardegna e Molise.

“Il messaggio che emerge dall’indagine ICYF 2026 – commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – è che il territorio crea le condizioni e i giovani, con gli strumenti adeguati, le trasformano in valore: per le imprese, per le comunità e per il futuro dei territori. Un giovane può scegliere di restare se trova opportunità di lavoro, trasformare la scelta di restare in un progetto imprenditoriale, innovare se dispone delle competenze necessarie e mettere radici se il territorio offre servizi e condizioni adeguati”.

“Ma in Italia come in Piemonte, il numero dei giovani è crollato in concomitanza con un impetuoso aumento di anziani. Il rischio è quello di un corto circuito: i giovani che entrano nel sistema non sono più sufficienti a compensare l’invecchiamento dei titolari e questo può mettere in difficoltà la continuità di imprese che rappresentano una parte fondamentale dell’economia piemontese”, sottolinea Felici.

“Non vogliamo limitarci a registrare questo cambiamento, vogliamo governarlo. Per farlo servono condizioni che rendano attrattivo avviare un’impresa, ma anche strumenti che consentano di trasferirla senza disperdere competenze, relazioni e quel saper fare che richiede spesso decenni per essere costruito. Chiediamo meno burocrazia, strumenti economici per chi vuole avviare una nuova impresa e soprattutto un sistema che accompagni la transizione, senza costringere l’imprenditore esperto a uscire dall’azienda proprio nel momento in cui il suo contributo può essere più prezioso”.

“Auspichiamo, pertanto – conclude Felici – che venga superata una rappresentazione legata esclusivamente al lavoro manuale e che vengano valorizzate pienamente le nuove professioni digitali, i servizi avanzati e le microimprese immateriali. La sfida non è ottenere misure assistenziali una tantum, ma costruire condizioni strutturali per trasformare le aspirazioni dei giovani in nuovo valore economico e sociale”.

C.S. Confartigianato Biella, G. Ch.

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