Sono 6.070 i contratti programmati dalle imprese delle province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli per il mese di ottobre 2026, pari al 19,2% delle entrate complessive previste a livello regionale.
Tratti comuni alle quattro realtà del territorio sono l’alta percentuale, superiore al 72% delle entrate previste, di contratti a termine, la domanda di occupazione espressa da un numero relativamente basso di imprese sul totale (15% di Verbania, 16,4% di Vercelli, 18% di Novara e 18,5% di Biella), una difficoltà di reperimento che oscilla tra il 38,9% e il 46,5% delle entrate previste e una richiesta di esperienza professionale specifica o quantomeno nello stesso settore, che caratterizza in misura prevalente la domanda di lavoro (percentuale che, nel dettaglio, si attesta al 55% per Novara, al 61,1% per Vercelli, al 63,5% per Verbania e al 64,1% per Biella).
Ferme restando le diverse vocazioni economiche dei territori, in linea generale, sono i settori del commercio, dei servizi di alloggio e ristorazione e dei servizi alle persone a esprimere una parte consistente della domanda di lavoro nelle province dell’Alto Piemonte. Queste alcune delle indicazioni che emergono dal Bollettino mensile del Sistema di monitoraggio per l'occupazione e la formazione Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea ed elaborate dal Servizio Studi della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte.
PROVINCIA DI BIELLA
Le entrate programmate a ottobre 2026 sono 1.050 (+110 rispetto al 2025); nel 28% saranno stabili, con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, per il 72% saranno a termine. Si concentreranno per il 59,6% nel settore dei servizi e per il 63% nelle imprese con meno di 50 dipendenti.
Il 16% sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota inferiore alla media nazionale (17%). In 46 casi su 100 le imprese prevedono difficoltà di reperimento dei profili desiderati.
L’11,4% delle entrate sarà destinato a personale in possesso di un titolo terziario (laurea o ITS), mentre una quota del 31,5% delle entrate complessive riguarderà giovani con meno di 30 anni. Le entrate previste riguarderanno per il 19% il settore delle industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature, per il 17% i servizi di alloggio e ristorazione, per il 15% il commercio e infine per il 49% gli altri settori.





