(Adnkronos) - “Costruire una norma che possa da un lato spingere verso l'innovazione e dall'altro garantire le tutele proprie dell'insieme valoriale e normativo dell'Unione Europea è un obiettivo molto ambizioso. Tuttavia, ci si può riuscire. Per farlo, innanzitutto occorre rendersi conto che la tecnologia è molto veloce e che richiede un approccio da parte dei regolatori che sia vicino al mercato”. Lo ha detto Alessandra Perrazzelli, direttore scientifico Center for Digital regulation strategy - Cdrs del Politecnico di Milano - PoliMi, partecipando alla quinta edizione di Armundia Talkinn, intitolata ‘Into the Deep - Pioneering Banking & Insurance: technologies beyond prejudice', svoltasi al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.
“C'è quindi la necessità di conoscere il più possibile quali sono le tematiche, i processi e i modelli di business che la nuova tecnologia sta portando all'interno dell'industria finanziaria e assicurativa -. spiega - Le norme vanno quindi co-create, messe insieme da una parte dall'industria e dall'altra dai regolatori, naturalmente con tutte le attenzioni del caso. Questo può garantire l'implementazione di norme che abbiano da un lato la possibilità di far crescere le imprese e l'applicazione della tecnologia al loro interno, e dall'altro salvaguardino noi come cittadini europei in un momento in cui la tecnologia ha moltissime implicazioni per la protezione dei nostri dati”.
“L'Europa che regola, l'Europa che protegge e l'Europa che innova: sono dinamiche che vanno messe insieme e non vanno viste come una contraria all'altra. Un business ben regolato è sostenibile e ha la possibilità di espandersi negli anni e di essere più forte all'interno del mercato. La sovranità digitale dell'Europa passa quindi attraverso una normativa vicina al business, non astratta o lontana, ma in grado di aiutare la crescita di campioni europei e di proteggere noi cittadini”.





