Cronaca dal Nord Ovest - 14 ottobre 2026, 09:22

Dal Nord-ovest (TO), tentato omicidio a Chivasso: è aggravato dal metodo mafioso

Ferito a colpi di pistola

Dal Nord-ovest (TO), tentato omicidio a Chivasso: è aggravato dal metodo mafioso

Dal Nord-ovest (TO), tentato omicidio a Chivasso: è aggravato dal metodo mafioso

Due uomini sono stati raggiunti da misure cautelari nell’inchiesta sull’agguato avvenuto la mattina del 30 giugno in via Paleologi, nel centro di Chivasso. La Polizia di Stato ha eseguito il provvedimento emesso dal gip del Tribunale di Torino su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Le accuse, formulate a vario titolo e in concorso, sono di tentato omicidio premeditato e porto illegale di arma in luogo pubblico, aggravati dal metodo mafioso.

Quel giorno, intorno alle 11.30, il 48enne Francesco Ilacqua era stato ferito davanti al circolo Paolo Otelli. Cinque i colpi esplosi: la vittima era stata raggiunta alle gambe, alla coscia e all’avambraccio sinistri, prima di accasciarsi sul marciapiede. Soccorso dal personale del 118, era stato stabilizzato e trasferito in codice rosso all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino.

La sparatoria era avvenuta in pieno giorno, a pochi passi da scuole, abitazioni e attività commerciali.

Le prime indagini erano state avviate dai carabinieri della Compagnia di Chivasso, sotto il coordinamento della Procura di Ivrea. Gli accertamenti sono poi confluiti nell’inchiesta coordinata dalla Dda di Torino e condotta dalla Squadra Mobile. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il ferimento sarebbe maturato nell’ambito di contrasti familiari sviluppatisi in un contesto criminale di matrice ’ndranghetista.

Gli elementi raccolti avrebbero consentito di individuare i due presunti responsabili. Uno è stato condotto in carcere, mentre l’altro si trova agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Ad accelerare le indagini sarebbero stati anche alcuni dialoghi intercettati durante il controllo degli indagati, dai quali sarebbero emersi propositi di ritorsione legati ad altre vicende personali.

Durante le operazioni, nell’abitazione dell’uomo destinatario dei domiciliari è stata trovata una pistola calibro 6,35, carica e pronta a sparare. Per il possesso dell’arma, l’indagato è stato arrestato in flagranza con l’accusa di detenzione illegale di arma da fuoco.

L’episodio del 30 giugno aveva riacceso l’allarme sicurezza in città. Nei giorni successivi, il caso era stato esaminato dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. La vigilanza rafforzata nell’area della stazione di Chivasso è stata prorogata fino alla fine del 2026.

Dalla Redazione di Torino, G. Ch.

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