Music Cafè - 11 ottobre 2026, 07:10

Riascoltati per voi: Rainbow – Rising (1976)

Bastano appena sei canzoni per costruire una leggenda! E che leggenda!!

Riascoltati per voi: Rainbow – Rising (1976)

Riascoltati per voi: Rainbow – Rising (1976)

Il nostro viaggio nel tempo della rubrica “Riascoltati per voi” compie un nuovo giro di giostra e torna al 1976. Ci siamo lasciati alle spalle le intime confessioni di Beyoncé e l'R&B contemporaneo di “Lemonade”. Cari lettori, oggi ci catapultiamo nel 1976 un anno cruciale per la transizione sonica di molte band storiche, per i Rainbow diviene il momento esatto in cui l'hard rock incontra il mito, tingendosi di colori epici, oscuri e medievali. Basta con le chitarre acustiche e i toni confidenziali, dentro castelli, maghi, stregoni, battaglie, stelle e rovine: nasce così “Rising”, secondo album in studio dei Rainbow, un lavoro che per impatto e visione avrebbe gettato le fondamenta dell'heavy metal moderno e del power metal degli anni a venire. Il disco racchiude in poco più di mezz'ora l'alchimia senza ragione e irripetibile nata dall'incontro tra due giganti assoluti: il chitarrista Ritchie Blackmore, reduce dal burrascoso addio ai Deep Purple, e il cantante Ronnie James Dio.

Dopo l'esordio del 1975 (Ritchie Blackmore's Rainbow), il chitarrista inglese non era ancora del tutto appagato e decise di rivoluzionare la formazione mantenendo al suo fianco soltanto l'incredibile voce di Ronnie James Dio. Alla sezione ritmica arrivarono Jimmy Bain al basso e, soprattutto, il leggendario Cozy Powell alla batteria, affiancati dal virtuosismo di Tony Carey alle tastiere. Questa line-up a cinque elementi diede vita a un suono maestoso, dove la passione di Blackmore per la musica classica si fuse alla perfezione con la teatralità del cantante Ronnie James Dio. Si crea così, un amalgama potente, compatta e priva  di qualunque calo di tensione.

Bastano appena sei canzoni per costruire una leggenda! E che leggenda!! L’apertura è affidata alle atmosfere sognanti e cinematografiche dei sintetizzatori di “Tarot Woman", prima che il riff di Blackmore e l'ingresso di Dio spingano l'ascoltatore dentro un viaggio senza ritorno. Si prosegue con il groove serrato di “Run with the Wolf” e la presa immediata di “Starstruck”, fino al breve e diretto attacco rock di Ronnie James Dio in “You Close Your Eyes”. Ma è sul secondo lato del vinile che l'album si consegna all'immortalità: l'intro monumentale di batteria di Cozy Powell apre la mitica e immensa “Stargazer”, una suite di oltre otto minuti. A chiudere questa cavalcata arriva la velocissima "A Light in the Black”, otto minuti di virtuosismi, duelli tra chitarra e tastiere e ritmiche incessanti. Epicità allo stato puro!

Nonostante una durata contenuta di circa 34 minuti, “Rising” non spreca nemmeno una virgola: non ci sono riempitivi, ma soltanto un crescendo di tensione drammatica e potenza esecutiva che, cinquant’anni dopo suona ancora incredibilmente attuale e soprattutto essenziale per comprendere dove sia nato il lato più epico del rock.

I miei brani preferiti sono: "Run with the Wolf", "Starstruck",  "Stargazer" e "A Light in the Black"

Voto: 9,5

Tracce:

1) Tarot Woman – 5:58

2) Run with the Wolf – 3:48

3) Starstruck – 4:06

4) Do You Close Your Eyes – 2:58

5) Stargazer – 8:26

6) A Light in the Black – 8:12

Durata: 33 minuti.

Formazione:

- Ronnie James Dio – voce

- Ritchie Blackmore – chitarra

- Tony Carey – tastiere

- Jimmy Bain – basso

- Cozy Powell – batteria

Dopo aver ascoltato le ultime note, ci congediamo da “Rising” dei Rainbow, il disco che per questa settimana è stato la nostra macchina del tempo. Questo nostro viaggio non è mai statico; ogni riascolto svela una nuova strada, un nuovo dettaglio nascosto che merita di essere visitato. Fatemi sapere le vostre impressioni, i vostri ricordi e le vostre riflessioni.

Grazie per aver condiviso la rotta anche questa settimana, il prossimo vinile è già sul piatto. A presto!

Andrea Battagin

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