Una serata di tensione tra via Trieste e le strade vicine, a Biella, con segnalazioni di auto danneggiate, calci alle porte e urla che hanno allarmato i residenti. Secondo le ricostruzioni dell’accaduto, giovedì 8 ottobre un gruppo di giovani, in prevalenza di origine magrebina, avrebbe creato disordini nella zona. L’arrivo di due volanti della Polizia di Stato non avrebbe riportato immediatamente la calma: alcuni dei presenti avrebbero affrontato gli agenti, con la situazione che si sarebbe ulteriormente complicata dopo l’arrivo di altre persone.
Nel corso degli interventi, un poliziotto avrebbe avuto bisogno di ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’ospedale di Ponderano. Proprio nella struttura sanitaria si sarebbe verificato un ulteriore episodio: un uomo del gruppo, accompagnato in ospedale perché in stato di ebbrezza, avrebbe tentato di aggredire l’agente e si sarebbe scagliato anche contro il poliziotto in servizio al presidio ospedaliero.
Sull’accaduto interviene Bruno Barone, del Sindacato autonomo di polizia (Sap) di Biella, che esprime solidarietà ai colleghi coinvolti e richiama l’attenzione sul tema delle aggressioni agli operatori in divisa.
"Siamo vicini ai colleghi che hanno riportato lesioni, giudicate guaribili in diversi giorni", sottolinea Barone, evidenziando come episodi di questo genere non riguardino soltanto le grandi città, ma possano verificarsi anche in realtà più piccole come Biella.
Secondo il rappresentante sindacale, le aggressioni nei pronto soccorso e nei confronti delle forze dell’ordine costituiscono una criticità che attraversa territori diversi, senza distinzioni tra Nord e Sud o tra grandi centri urbani e città di dimensioni più contenute.
Barone richiama in particolare la situazione degli ospedali, dove negli ultimi anni si sono verificati episodi di violenza ai danni sia del personale sanitario sia degli agenti chiamati a intervenire.
Al centro della sua riflessione c’è anche il rapporto con le istituzioni e il rispetto nei confronti di chi indossa una divisa. "La divisa non è più un deterrente e, in alcuni casi, sembra diventare addirittura un motivo in più per essere aggrediti", è il senso del suo intervento.
Il rischio, secondo Barone, è che gli operatori di polizia vengano percepiti non più come figure alle quali rivolgersi per chiedere aiuto, ma come bersagli. Da qui la solidarietà ai colleghi coinvolti e la richiesta di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza di chi opera quotidianamente al servizio dei cittadini.
.





