ECONOMIA - 09 ottobre 2026, 06:50

Biella, 86 mila euro di ristori Covid da restituire allo Stato. Paraggio: "Non è spreco di denaro"

Il Comune è al pagamento della terza tranche. Paraggio: "La restituzione non può essere automaticamente equiparata ad uno spreco di denaro pubblico", e chiarisce di cosa si tratta

Biella, 86 mila euro di ristori Covid da restituire allo Stato

Biella, 86 mila euro di ristori Covid da restituire allo Stato

86.000 euro. E’ quanto il Comune di Biella deve restituire allo Stato di ristori Covid non utilizzati entro il 2022, divisi in quattro quote annuali tra il 2024 e il 2027. Quella del 2024 e quella del 2025 sono già state pagate rispettivamente con le determinazioni dirigenziali del 4 dicembre 2024 e del 22 luglio 2025. In questi giorni, attraverso la determinazione dirigenziale numero 1202 del 7 ottobre 2026, il Settore Finanze e Tributi ha disposto la regolazione contabile della quota di competenza dell'anno in corso.

La restituzione deriva dalle verifiche definitive effettuate sui fondi assegnati agli enti locali durante l'emergenza sanitaria. Il decreto del Ministero dell'Interno, di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, del 19 giugno 2024 ha infatti rideterminato i ristori specifici di spesa non utilizzati al 31 dicembre 2022.

La restituzione allo Stato di 86.400 euro di ristori Covid da parte del Comune di Biella, chiarisce l'assessore al Bilancio Amedeo Paraggio, riguarda le risorse straordinarie assegnate durante l’emergenza sanitaria per finalità ben precise: pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario della Polizia Locale; interventi di solidarietà alimentare a favore delle famiglie e sanificazione degli ambienti comunali. "E’ fondamentale chiarire che questi finanziamenti non costituivano risorse liberamente utilizzabili dall’Amministrazione, ma erano soggetti a specifici vincoli di destinazione e alle relative procedure di rendicontazione. Non si tratta di una decisione discrezionale dell’Amministrazione ma dell’applicazione di disposizioni ministeriali che interessano gli enti locali destinatari di tali trasferimenti. La restituzione non può essere automaticamente equiparata ad uno spreco di denaro pubblico. Per sostenere una simile conclusione sarebbe necessario dimostrare che le somme potevano essere legittimamente utilizzate per esigenze effettive e che il loro mancato impiego sia riconducibile a specifiche omissioni. Sul piano contabile le risorse da restituire non possono essere considerate disponibilità immediate del Comune, né destinate liberamente al finanziamento di altre spese".

Il Comune aveva già previsto la restituzione delle somme nella gestione finanziaria. Nella relazione sulla gestione relativa all'esercizio 2025, approvata dal Consiglio comunale il 26 maggio 2026, era infatti indicato che le quote 2026 e 2027, per complessivi 43.002 euro, erano state vincolate nel risultato di amministrazione e sarebbero state restituite progressivamente.

Con la variazione di bilancio approvata dal Consiglio comunale il 29 settembre 2026 è stata quindi utilizzata la quota vincolata necessaria a procedere con il pagamento relativo al 2026.

La determinazione del 7 ottobre dispone dunque l'impegno di 21.501 euro a favore del Ministero dell'Interno, sul capitolo di spesa destinato ai trasferimenti ministeriali. Contestualmente verrà emesso un mandato di pari importo, versato in quietanza di entrata, a valere sul Fondo di solidarietà comunale.

Dopo le quote già restituite nel 2024 e nel 2025, e ora del 2026 al Comune resterà quindi da completare l’ultimo versamento pari a 21.501 euro nel 2027, per arrivare alla restituzione complessiva di 86.004 euro prevista dai provvedimenti ministeriali.

I ristori Covid erano stati assegnati agli enti locali per sostenere i bilanci comunali durante l'emergenza sanitaria, compensando sia le minori entrate provocate dalle chiusure e dalle restrizioni sia le maggiori spese legate alla gestione della pandemia. Tra gli interventi rientravano, a seconda delle specifiche risorse, le agevolazioni su tributi e canoni comunali, i mancati introiti da servizi e attività locali, gli interventi di sostegno alle famiglie, le spese per sanificazione e dispositivi di protezione, l'adeguamento degli spazi scolastici e i maggiori costi connessi ai servizi di trasporto.

s.zo.

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