Le cronache riportano sempre più di frequente episodi di truffe e raggiri ai danni dei cittadini, soprattutto dei più anziani. Sono innumerevoli le strategie adottate dai malviventi per carpire la fiducia delle loro vittime. I riflessi di tali odiosi reati vanno ben oltre la perdita economica, impattando profondamente sulla percezione di sicurezza e sull’equilibrio psico-emotivo delle vittime. Per non cadere in questi raggiri, spesso è sufficiente adottare alcune precauzioni che si invita far proprie e a divulgare.
L’invito è rivolto anche ai più giovani affinché li ribadiscano ai propri familiari e conoscenti più anziani: non aprire la porta a persone sconosciute e ricordarsi di chiudere il portone d’ingresso personalmente per evitare che un complice entri in casa di nascosto; le forze dell’ordine non chiedono mai del denaro contante o degli oggetti preziosi per risarcire un danno; qualora qualcuno chieda al telefono di mostrare i propri oggetti preziosi ad una terza persona che suonerà al campanello di casa, chiamare sempre il 112 dopo aver chiuso la chiamata ricevuta; non lasciare mai la chiave di casa in posti facilmente intuibili e vicini all’ingresso; non condividere informazioni circa i propri spostamenti (soprattutto in caso di assenze prolungate); in caso di ricezione di una chiamata che avvisa di un parente coinvolto in un incidente oppure arrestato dalle forze di polizia, chiudere la chiamata e telefonare al proprio parente, possibilmente utilizzando un telefono diverso, per sincerarsi che il fatto sia vero; se il proprio parente non risponde, chiamare il 112; non comunicare a nessuno dati personali o bancari al telefono.
Il consiglio comune è sempre quello di prendere tempo e riflettere, diffidando dalle apparenze.





