COSTUME E SOCIETÀ - 06 ottobre 2026, 07:00

La voce della Sardegna nella preghiera universale

Le “Voci di Su Nuraghe” al Santuario di Graglia per la “VII Giornata della Fratellanza e della Pace”.

Nell’immagine: le «Voci di Su Nuraghe» prima del concerto, insieme al Lama del monastero di Graglia, alla Viceprefetto vicario di Biella e al Sindaco di Graglia.

Nell’immagine: le «Voci di Su Nuraghe» prima del concerto, insieme al Lama del monastero di Graglia, alla Viceprefetto vicario di Biella e al Sindaco di Graglia.

4 ottobre 2026. Nel giorno di San Francesco, il Santuario di Graglia ha aperto le porte alla “VII Giornata della Fratellanza e della Pace”, dedicata quest’anno alla «Madre Terra». Una giornata di preghiera, dialogo e musica, nel segno di una fraternità che attraversa confessioni, culture e lingue diverse.

La Santa Messa ha dato avvio alle celebrazioni, alla presenza delle autorità civili e militari. A seguire, il Forum delle Religioni ha raccolto attorno allo stesso tavolo rappresentanti della Diocesi di Biella, della Chiesa Evangelica Valdese e dell’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi di Biella, della Comunità Musulmana dell’Associazione Culturale Islamica «Al Huda» di Biella e della tradizione buddhista rappresentata dal monastero “Mandala Samten Ling”, che sorge nelle immediate vicinanze del Santuario.

Nel saluto introduttivo, il rettore del Santuario, don Eugenio Zampa, ha ringraziato i partecipanti, sottolineando il cammino compiuto in questi sette anni dal Forum delle Religioni: un percorso di ascolto, conoscenza reciproca e ricerca di ciò che unisce, nella consapevolezza che la custodia della terra riguarda ogni uomo e ogni comunità.

Dopo il pranzo condiviso nel ristorante del Santuario, la giornata è proseguita nel pomeriggio con un momento particolarmente significativo per la comunità sarda. Battista Saiu, presidente del Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe”, e Roberto Perinu hanno introdotto la preghiera delle Comunità Cristiane, dedicata alla «Cura del Creato», con una riflessione sul valore della lingua sarda nella preghiera.

Le “Voci di Su Nuraghe”, dirette da Perinu, hanno dato voce a questa riflessione attraverso «Deus ti salvet Maria» e «Babbu soberanu». Nel Santuario di Graglia, la lingua sarda è diventata una voce universale di preghiera: memoria di una terra e di una comunità, ma anche dono che sa incontrare altre tradizioni e altre sensibilità.

L’approfondimento ha messo in luce la ricchezza del testo sardo, nelle sue sfumature linguistiche e teologiche, evidenziando il legame tra lingua, fede e poesia. Una presenza discreta ma significativa, che ha portato la voce della Sardegna nella preghiera sulla Cura del Creato.

A chiudere la giornata, la musica ha raccolto e rilanciato il messaggio di fraternità. La Cromatic Chamber Orchestra, diretta dal maestro Simone Delbene, ha proposto musiche di Antonio Vivaldi e Wolfgang Amadeus Mozart, accolte con particolare apprezzamento dal numeroso pubblico. Applausi anche per il giovanissimo violinista Giovanni Costa e per il maestro Marco Giani, primo fagotto del Teatro La Fenice di Venezia.

Guardando al futuro, don Eugenio Zampa esprime soddisfazione per il cammino intrapreso dal Santuario: «L’intenso programma di celebrazioni religiose e di concerti ha reso questa estate 2026 particolarmente intensa e variegata. Il desiderio è quello di proseguire su questa strada, sotto lo sguardo materno della Madonna di Loreto, qui venerata da oltre quattrocento anni».

A Graglia, nel giorno di San Francesco, la Madre Terra è diventata luogo simbolico d’incontro: una casa comune nella quale preghiera, musica e culture diverse hanno potuto riconoscersi nella responsabilità verso il Creato e nella costruzione della pace.

C.S. Simmaco Cabiddu, Su Nuraghe

SU