La più anziana Fiamma Gialla della provincia di Biella e tra le più longeve d’Italia, Cesare Carlevaris, classe 1922, ha scelto di tornare in caserma, per festeggiare con i commilitoni di oggi e di ieri il suo 104° compleanno.
Così, nella mattinata del 5 ottobre, il Finanziere Scelto Carlevaris, ormai da tempo in congedo assoluto, accompagnato dal figlio Paolo e dalla nipote Eleonora, ha varcato la soglia della Caserma “Fin. M.A.V.M. Rinaldo Mussini”, accolto dagli Ufficiali e da una rappresentanza di Finanzieri in servizio, nonché dal Presidente della Sezione di Biella dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia (A.N.F.I.), dott. Gino Mazzone, Maggiore (ris. cpl.) della Guardia di Finanza in congedo, accompagnato da una nutrita delegazione di Fiamme Gialle in quiescenza aderenti alla stessa associazione, alla quale il Carlevaris è iscritto sin dal 1974.
Il sobrio ma sentito evento - finalizzato a rinsaldare ulteriormente i legami tra il personale in servizio e quello in quiescenza, nel segno di uno spirito di Corpo e di una comunanza di valori che non cessano con il congedo e si tramandano tra le generazioni, dai militari più anziani a quelli di più recente arruolamento - ha avuto un carattere festoso, ma ha anche visto momenti di viva commozione, specie quando il Fin. Sc. (c.a.) Carlevaris ha brevemente ripercorso, a beneficio dei colleghi più giovani, le vicissitudini della sua vita in gialloverde.
Originario della cittadina di Bruno (AT) ed arruolatosi nella Regia Guardia di Finanza appena diciottenne, nel maggio del 1941, dopo aver frequentato il corso di formazione per Finanzieri a Predazzo (TN), veniva dapprima destinato alla Brigata di Torregrande, sul litorale nei pressi di Oristano, e poi, nel maggio 1943, nelle Isole Italiane dell’Egeo dove, poco dopo l’armistizio, l’11 settembre 1943, veniva catturato dalle forze germaniche ed internato. Essendosi rifiutato di collaborare con il nemico e di aderire alla Repubblica Sociale Italiana, restava prigioniero a Rodi fino alla primavera del 1945, allorquando, dopo essere stato liberato dall’esercito anglo americano, poteva rientrare in Patria. Assegnato alla Legione di Bari nel giugno 1946, nel 1948, veniva trasferito in Piemonte, ove rimaneva per il resto della sua carriera, prestando servizio nella Brigata di Frontiera di Ponte Ribellasca (VB), dove si distingueva nella lotta al contrabbando, nella Brigata di Cossato (BI), città ove tuttora risiede, e nella Compagnia di Novara.
Decorato con Croce al Merito di Guerra e Croce d’Argento per Merito di Servizio, nonché con i distintivi per il periodo bellico 1940/1943 e della Guerra di Liberazione, gli è anche stato conferito un Encomio Solenne, per le sue meritorie azioni anticontrabbando. Al termine dell’incontro, con il tradizionale taglio della torta, anche a nome del Comandante Regionale Piemonte - Valle d’Aosta, Gen. D. Giovanni Avitabile, sono stati formulati i più calorosi auguri al festeggiato, che ha ricevuto in dono, da parte del Comandante Provinciale, Col. Stefano Lampone, un esemplare della medaglia bronzea coniata nel 2024, per celebrare il 250° anniversario di fondazione della Guardia di Finanza.
Un oggetto pregno di significati che vede rappresentati, al dritto, il grifone simbolo della Guardia di Finanza che protegge il forziere delle risorse pubbliche ed un tralcio d’edera, segno di fedeltà, ed al rovescio un milite della Legione Truppe Leggere sabauda del 1774, dalla quale origina il Corpo, e una giovane donna Finanziere di oggi, che incrociano i loro sguardi, a simboleggiare la continuità che lega il passato al presente e lo proietta verso il futuro.










